Il ministro dell’Interno Matteo Salvini sbarca in Sicilia e a Caltagirone inaugura la nuova sede che ospiterà il Commissariato di Polizia e il locale distaccamento della polizia stradale. Sono presenti il capo della polizia, Franco Gabrielli, il sottosegretario Stefano Candiani, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, il prefetto Claudio Sammartino, il questore Mario Della Cioppa, il direttore centrale del servizio polizia stradale, Armando Forgione, e i sindaci di Catania, Salvo Pogliese, e di Caltagirone, Gino Ippolo. A conclusione dell’incontro Salvini si recherà al Cara di Mineo.

“Questa struttura, sulla carta, sarebbe dovuto essere un centro per ospitare minorenni stranieri non accompagnati, ma, mettendoci in gioco, fortunatamente siamo riusciti a ridurne il numero di arrivi e di morti in mare. Adesso, invece qui ci saranno 61 uomini e donne delle forze dell’ordine grazie alla cocciutaggine e alla perseveranza delle istituzioni locali, regionali e nazionali” ha detto il ministro dell’Interno . “Ho visto i dati a Catania e in provincia dei reati – ha aggiunto – e ci sono segnali positivi: calano i furti in abitazione e le rapine. E questo presidio di polizia sicuramente aiuterà”.

“Alcune indagini hanno portato alla luce fattispecie evidenti di mafie non solo italiane, ma anche nigeriane che dal Cara di Mineo si sono allargate come potenza operativa dello spaccio su tutto il territorio. Adesso il Cara chiude ed è una bellissima mattinata…” ha aggiunto il ministro.

Ma per Mineo sorge un problema occupazionale che il governo regionale fa notare  “Apprezziamo l’arrivo del ministro Salvini in provincia di Catania, ma oggi non possiamo non cogliere l’occasione per ribadire che l’azione del Governo nazionale, nei riguardi di Mineo e dell’intero Calatino, debba andare oltre la semplice chiusura del Cara. Senza forme di sostegno ampie e concrete a vantaggio del territorio, il rischio è di lasciarsi dietro una ancor più profonda depressione socio-economica” afferma Marco Falcone, commissario di Forza Italia in provincia di Catania ed assessore della giunta Musumeci.

“Ecco perché – aggiunge – come diciamo già da sei mesi, abbiamo prospettato la necessità di misure compensative, basate su risorse reali, a sostegno dell’occupazione e in campo fiscale a vantaggio delle imprese. Occorro inoltre soldi veri da spendere in interventi infrastrutturali di ampio respiro che ripaghino Mineo e Calatino del sacrificio compiuto in questi anni. Il ministro dell’Interno – conclude Falcone – deve porsi il problema di scongiurare una smobilitazione che lasci dietro di sé solo il deserto”.

Il ministro dell’Interno al suo ingresso è stato contestato da una delegazione di dipendenti ed ex lavoratori del Centro accoglienza richiedenti asilo più grande d’Europa che ha protestato utilizzato fischietti ed esposto uno striscione con la scritta ‘Lasciati in mutande”. A Caltagirone durante la presenza del ministro Salvini nel nuovo commissariato di polizia sono stati esposti cartelli e lenzuola con diverse scritte. Tra queste: “io sto con Carola e Alex: porti aperti”, “La differenza è che noi salveremmo anche voi leghisti in mare” e “Ne salveremo 49 milioni + interessi”.

“Sul Cara siamo passati dalle parole ai fatti – ha infine aggiunto il Vice Premier -. Pensiamo già a cosa verrà al suo posto. Si recupereranno al presidio del territorio uomini e donne, si risparmieranno un sacco di quattrini: lavoriamo per ricollocare lavoratori, ma la Sicilia, Catania e Mineo non possono fondare il loro futuro sull’immigrazione. Oggi è un bel giorno per legalità territorio che dedico ai due anziani massacrati”.