“Catania non si piega e non si spezza. Il Teatro Bellini deve esistere e continuare a produrre cultura, senza se e senza ma. Questa è la battaglia dell’orgoglio e dell’identità cittadina, ma è anche una vertenza di rilievo nazionale. Per questo, facciamo nostra e rilanciamo la nota forte e autorevole che è stata diffusa in queste ore dal segretario generale della Uilcom, Salvo Uglialoro, e da Giovanni Di Cola, segretario nazionale Uilcom con delega al settore”.

Lo affermano Enza Meli e Gaetano Cristaldi, segretari generali di Uil e Uilcom Catania, insieme con il segretario generale aggiunto della Uilcom etnea, Salvo Orlando, e il segretario territoriale Mauro Cossu, condividendo la “grande preoccupazione e dolore per il Teatro Bellini” espressa dai vertici della Uilcom italiana con Salvo Uglialoro e Giovanni Di Cola, che hanno manifestato “solidarietà ai lavoratori coinvolti” nella vertenza.

Uglialoro e Di Cola dichiarano in un comunicato che “l’assenza di una soluzione che garantisca i fondi necessari a tenere in vita un teatro storico, l’azzeramento dei contributi regionali, dovuto alla mancata approvazione della finanziaria regionale, non può essere accettabile da parte dei lavoratori e dei cittadini, non solo catanesi”.

“Non può essere accettabile – aggiungono – che nel nostro Paese si spengano le luci di un luogo che rappresenta la cultura e l’identità, un patrimonio del territorio; tanto meno che dei lavoratori rischino di perdere la propria occupazione (ai precari del teatro è già accaduto, nonostante precedenti rassicurazioni) per un “intoppo” istituzionale. Le organizzazioni sindacali territoriali e i lavoratori del “Bellini” hanno cercato un’interlocuzione con tutte le istituzioni politiche, dal Comune alla Regione, hanno chiesto più volte l’apertura di tavoli di confronto, senza un esito concreto. La Uilcom nazionale richiama le istituzioni competenti compreso il Ministero dei Beni culturali e le istituzioni nazionali, quali garanti dell’art. 9 della Costituzione che promuove lo sviluppo della cultura e tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione, alle proprie responsabilità, per evitare la chiusura di un luogo di cultura, di storia e di lavoro quale il Teatro Bellini”.

Un silenzio assordante, quello del governo Musumeci, sul Teatro Massimo Bellini di Catania, in grave difficoltà finanziaria. Un silenzio col quale si continua a ignorare l’urlo di dolore di una città e le decine di appelli di musicisti, attori ed esponenti del mondo dello spettacolo. Tutto questo è estremamente preoccupante, perché se il teatro sta vivendo l’ennesima crisi, la responsabilità è tutta in capo al governo regionale”.

Lo sostengono i parlamentari catanesi del M5S all’Ars, alla Camera e al Senato, che sottolineano come sia “inaccettabile e sconcertante il modo in cui il governo Musumeci sta trattando la storica istituzione culturale che è un vanto per i catanesi e per l’intera Sicilia”.

“Bisogna fare le dovute distinzioni – precisa la deputata regionale Gianina Ciancio – perché non si dica che il parlamento siciliano è corresponsabile di questa situazione. In aula, infatti, più volte e in maniera trasversale si è data la piena disponibilità all’assessore Messina di votare il ripristino dei fondi per il teatro. Il governo regionale, per tutta risposta, ha fatto stralciare la norma nel collegato che consentiva di intervenire, facendo decadere di fatto tutti gli emendamenti”.

“Ci stiamo muovendo su più fronti – proseguono i deputati – anche sollecitando il governo nazionale, per cercare di mettere una toppa al disastro fatto dall’esecutivo regionale, purtroppo ampiamente previsto. Tutti i portavoce catanesi, a tutti i livelli, si stanno muovendo per risolvere la situazione. Ma il governo regionale deve dire che intenzioni ha, altrimenti ogni sforzo rimarrà vano”.

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