Momenti di terrore ieri sera per una giovane donna straniera di 29 anni, residente a Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania. La donna è stata picchiata, morsa e rinchiusa in camera da letto dal compagno convivente, un 31enne originario di Catania.

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La richiesta di aiuto

L’uomo, accecato dalla gelosia, ha aggredito la compagna al rientro dal lavoro, colpendola violentemente con schiaffi, pugni e morsi. La poveretta, impaurita e dolorante, è stata poi rinchiusa nella camera da letto dove è rimasta segregata per ore. Fortunatamente la donna è riuscita a mettersi in contatto con un’amica residente a Brescia tramite il wi-fi di casa, chiedendole di avvertire immediatamente i Carabinieri. L’amica non ha esitato a contattare il 112 per segnalare l’urgente richiesta di aiuto.

Intervento dei Carabinieri

Immediato l’intervento dei Carabinieri della Stazione di Adrano che, giunti sul posto, hanno liberato la donna e arrestato il compagno violento con le accuse di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. La vittima, ancora sotto shock, presentava lividi ed ecchimosi su gambe e braccia. Soccorsa dai sanitari, è stata trasportata all’ospedale di Paternò dove le sono stati diagnosticati 5 giorni di prognosi.

Storia di abusi

Agli investigatori dell’Arma ha poi raccontato mesi di vessazioni fisiche e psicologiche, scatenate dalla morbosa gelosia dell’uomo che controllava ogni suo spostamento e perfino l’uso del cellulare. La donna stava mettendo da parte i soldi per scappare e tornare nel suo paese d’origine. Il 31enne violento, con precedenti specifici, è stato arrestato e tradotto nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha convalidato l’arresto.

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Minaccia di morte i parenti ma ci sono le telecamere, arrestato un 23enne nel Catanese

Un altro episodio di maltrattamenti in ambito familiare è stato interrotto dai Carabinieri di Misterbianco che, in questo caso, hanno arrestato in “flagranza differita” un 23enne. Tutto inizia quando una coppia di coniugi di Misterbianco si presentano presso la caserma dell’Arma, per denunciare, per continui maltrattamenti in famiglia, il figlio 23enne della donna che vive con loro. I due, infatti, hanno deciso di denunciare ai militari anni di aggressioni, sofferenze e richieste di denaro, dietro minacce di morte da pare del giovane. Il patrigno, in particolare, in quella circostanza mostrava ai Carabinieri dei video con audio, che aveva scaricato dal sistema di video sorveglianza di casa, nei quali si poteva vedere il ragazzo che, poche ore prima, rivolto verso la telecamera e in due diversi momenti della giornata, proferiva delle gravissime minacce di morte: ”un giorno tutti e due vi uccido” e poi “quanto voglio bene a chiu cara cosa, unnni iti iti voi vi uccido col coltello a pezzi a pezzi come ai vermi”. La visione di quei cruenti fotogrammi aveva terrorizzato marito e moglie a tal punto da chiedere, una volta per tutte, l’aiuto dei Carabinieri affinché quella situazione avesse fine.