Palermo 16 ottobre 2026 – A rischio la tenuta della commessa Mooney, dell’azienda 4U Italia srl, che a Palermo occupa 96 lavoratrici e lavoratori. Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc e Ugl Telecomunicazioni si sono incontrati con l’azienda 4U Italia, che ha evidenziato alle organizzazioni sindacali lo stato di criticità del servizio di assistenza clienti gestito da Mooney, che dichiara volumi di traffico in costante decrescita dal mese di luglio, con il superamento del 40% di perdite, che rendono difficoltosa la gestione operativa. Al tavolo di confronto, il committente Mooney è stato il grande assente. Secondo i sindacati, i dati comunicati da Mooney risultano “frammentari e lacunosi”. E il traffico attualmente sottratto all’azienda 4U Italia sembrerebbe essere stato trasferito a favore di un’altra azienda competitor nel settore delle telecomunicazioni, di un altro territorio, che già in passato ha avuto parte della gestione della commessa in oggetto. “La cosa che più ci preoccupa – dichiarano Francesco Brugnone, della Slc Cgil Palermo, Giovanni Gorgone della Fistel Cisl Sicilia, Sergio Argano della UilFpc e Antonio Vitti dell’Ugl Telecomunicazioni – è la palese mancanza di comunicazioni ufficiali da parte del committente, che testimonia un tentativo grossolano, meschino e irrispettoso di eludere la clausola sociale, mettendo a rischio la tenuta occupazionale, economica e lavorativa di 96 lavoratrici e lavoratori che insistono sulla commessa”. I sindacati sono pronti a mettere in campo azioni sindacali di protesta per tutelare tutti i lavoratori e chiedono l’apertura di un tavolo di crisi con la partecipazione dell’azionista di maggioranza del committente, ovvero Enel. “Saremo a fianco alle 96 famiglie palermitane di 4U Italia – aggiungono Brugnone, Gorgone, Argano e Vitti – Non siamo assolutamente disposti ad accettare l’ennesimo tentativo di mettere a rischio ulteriori posti di lavoro sul nostro territorio, in un settore già martoriato dalla crisi, dove l’utilizzo sconsiderato dell’IA sta mettendo in gravi difficoltà le telecomunicazioni, oltre alle delocalizzazioni, alle gare al massimo ribasso e alla la mancanza di regole e norme a tutela del lavoro. Una su tutte il tentativo di eludere in ogni cambio di appalto la “clausola sociale” fortemente voluta dal sindacato proprio per evitare la perdita di posti di lavoro”.
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