E’ allarme ghiri sui Nebrodi che stanno proliferando a vista d’occhio causando grossi danni economici ai produttori di nocciole. Una questione delicata, tanto da essere arrivata alla Regione Siciliana dopo le lamentele degli agricoltori. L’assessore Bandiera fa sapere di aver già dato il proprio impulso per porre in essere ogni attività utile a contenere i danni derivanti dalla proliferazione dei ghiri, specie protetta e quindi da tutelare, in Sicilia al fine di scongiurare il depauperamento delle colture e lo spopolamento dei territori.

“Come prevede la normativa vigente in materia, abbiamo avviato – afferma Edy Bandiera – un’attività di monitoraggio, operata dall’Università degli Studi di Palermo, che ha accertato, su base scientifica, il sovrappopolamento dei ghiri nella zona dei Nebrodi. Sulla scorta dell’attività di monitoraggio – svolta nel periodo nel quale si manifestava il picco di presenza massima di ghiri – è stato stilato dal Dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale uno specifico protocollo operativo per la prevenzione dei danni da ghiro, nelle singole aziende, con l’applicazione non solo di metodi ecologici ma prevedendo anche la possibilità di dare corso alla cattura e alla traslocazione dei ghiri in aree boscate distanti dai noccioleti”.

Il piano nell’aprile 2019 ha ottenuto l’approvazione da parte dell’Ispra per le modalità di attuazione con protocollo operativo a prevalente carattere ecologico ed ha portato alla costituzione di un tavolo tecnico al quale hanno partecipato tutti gli stakeholder, dai comuni, agli agricoltori, agli enti periferici dell’Assessorato, l’Ordine degli Agronomi, le associazioni di produttori, che ha consentito di fornire le prime indicazioni sull’attività da porre in essere per l’attuazione del protocollo.

“Ci si è mossi anche su altri fronti, prosegue Bandiera, tant’è che l’Assessorato ha infatti previsto delle modifiche al PSR Sicilia 2014-2020 per consentire ai produttori di nocciole di accedere ad alcuni aiuti per la realizzazione di operazioni colturali atte a limitare l’azione dannosa del ghiro alle colture agricole (corileti)”.

Nel frattempo il Dipartimento dello Sviluppo Rurale ha anche disposto che si concorresse al ripristino dell’equilibrio biologico tra predatori e prede (ghiri) con la liberazione dei rapaci notturni, ospitati, nelle aree dei monti Nebrodi. “Nei giorni scorsi, a conclusione del laborioso e complesso iter, afferma l’assessore, è stata firmata la determina per l’acquisto delle trappole per la
cattura e traslocazione dei ghiri”.