Nei giorni scorsi, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi frequentati dalla stessa, nonché il divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo, emessa dal GIP presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica di Messina, nei confronti di un uomo di 44 anni resosi responsabile dei reati di stalking e danneggiamento.

La vittima è la sorella, a cui il quarantaquattrenne, per motivi connessi a questioni ereditarie, non ha risparmiato minacce di morte e di dar fuoco alla sua abitazione, intimandole inoltre di aggredirla e danneggiando oggetti di sua proprietà.

In una circostanza addirittura ha danneggiato l’impianto elettrico, tranciandone i fili, lasciando la donna al buio.

I ripetuti atti di violenza e minaccia dell’uomo hanno costretto la donna a vivere in uno stato di ansia e paura per la propria incolumità, tanto da indurla a modificare le proprie abitudini di vita, cercando di non uscire di casa se non accompagnata da qualcuno, evitando inoltre di andare a lavoro per paura di incontrare il fratello.

Il lavoro di indagine svolto dagli agenti, coordinati dall’Autorità Giudiziaria, ha permesso di delineare le condotte delittuose e di emettere la misura cautelare.

Una vicenda analoga, legata sempre a questioni ereditarie, è accaduta a Priolo lo scorso febbraio ma stavolta ha portato la polizia a far scattare le manette ai polsi di un uomo.
Un 45enne, Gaetano Mancarella, ha aggredito in modo violento la moglie dello zio con cui, poco prima, avrebbe avuto un confronto dai toni piuttosto accesi. E’ stato arrestato con l’accusa di lesioni personali dolose e come disposto dalla Procura di Siracusa è stato accompagnato in carcere, nel penitenziario di Cavadonna.
Secondo la ricostruzione degli agenti di polizia, che hanno condotto l’indagine, l’indagato avrebbe preso a calci e pugni la donna, ma per nulla contento, avrebbe afferrato un bastone colpendo la vittima. Si sono vissuti momenti di paura, i parenti, in qualche modo, avrebbero provato a fermare l’impetuosità del quarantacinquenne. Sono state tante le chiamate ai centralini delle forze dell’ordine ed i primi ad arrivare sono stati gli agenti del commissariato di polizia di Priolo che hanno bloccato l’uomo. Il racconto dei testimoni e le ferite sul corpo della donna hanno inchiodato l’uomo alle sue responsabilità.