I vigili del Fuoco di Messina sono ancora al lavoro, dopo una intera notte all’opera, in quel che resta della fabbrica di giochi d’artificio di Barcellona Pozzo di Gotto dove ieri, poco prima delle 5 del pomeriggio, una esplosione ha causato una vera e propria strage.

Per tutta la notte è proseguita l’opera di ‘smassamento’ ovvero la rimozione dei detriti per la verifica dell’esistenza di eventuali focolai che possano covare sotto le macerie e che potrebbero tornare ad alimentare il fuoco. Contemporaneamente si indaga per spiegare la tragedia e risalire all’evento scatenante della tragedia anche se non ci sono molti dubbi sul fatto che sia sia trattato di un drammatico incidente. La Procura indaga, comunque, con l’ipotesi di strage colposa.

La ricostruzione dei fatti è stata effettuata in serata. Prima un boato poco dopo un altro scoppio questa volta ancora più potente e assordante: in pochi secondi. Una sequenza iniziata alle 16,45, è questa l’ora della tragedia che si è abbattuta sulla fabbrica-deposito di fuochi d’artificio di Vito Costa e dei figli nella campagne di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) in contrada Cavalieri – Femmina Morta.

Alla fine sono cinque i morti, trovati dopo ore di estenuanti ricerche tra i detriti, vittime dell’esplosione che si è sentita nei quattro comuni del circondario, Barcellona, Merì, Milazzo e Terme Vigliatore, mentre le fiamme distruggevano il vecchio casolare che ospitava l’industria di articoli pirotecnici di prima, seconda e terza categoria.

Dopo l’allarme polizia, carabinieri, vigili del fuoco e operatori delle ambulanze sono arrivati nel casolare isolato nella campagna soccorrendo i feriti, recuperando cadaveri e cercando informazioni per sapere con esattezza quante persone vi fossero.

Al momento dell’esplosione quattro operai di una ditta d’infissi stavano montando delle porte in ferro: tre di loro  sono morti insieme a Vito Mazzeo di 23anni e alla moglie di Costa, Venera Mazzeo, 71 anni.

Le altre vittime sono state, via via, identificate nel corso della notte. Si tratta di Giovanni Testaverde, 34 anni,  Mohamed Taeher Mannai, 39 anni, Fortunato Porcino, 36 anni.

Nell’ospedale di Milazzo sono stati ricoverati con ustioni e in gravi condizioni, Bartolomeo Costa, 37 anni, figlio del proprietario della fabbrica e della vittima e Antonio Bagnato, anche lui lavora nella ditta.

I due sono stati poi portati nei centri grandi ustionati degli ospedali di Catania e di Palermo. Il balletto delle cifre sulle vittime e sui dispersi è durato fino a sera. Poi un uomo è stato trovato vivo sotto le macerie.

Una gioia durata poco tempo perchè l’uomo è poi morto in ospedale. La procura di Barcellona PdG ha aperto un’inchiesta per capire le cause di questo dramma che ha sconvolto la vita di diverse famiglie.

Secondo le prime testimonianze sarebbero stati gli operai della ditta esterna a causare le esplosioni. Il capitano dei carabinieri Giancarmine Carusone che comanda la compagnia di Barcellona PdG, dice: “Dai primissimi accertamenti sembra ci siano state due esplosioni perchè all’interno della
fabbrica c’erano degli operai con delle saldatrici: le scintille avrebbero raggiunto la polvere pirotecnica causando le esplosioni”.

La ditta di Vito Costa è conosciuta in tutto il messinese. Ha aperto anche un punto vendita diretto in Salita 1 del Carmine a Barcellona PdG, e organizza eventi, giochi pirotecnici sia per feste di privati sia in eventi di enti pubblici o religiosi come le feste patronali. “La massima qualità a prezzi esplosivi” è il motto della ditta.

“Siamo rammaricati, è una tragedia enorme per la nostra comunità, sono persone che conoscevo e grandi lavoratori”, dice il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto Roberto Materia. “La famiglia Costa – prosegue – diverse volte ha partecipato alla vita cittadina organizzando feste con fuochi d’artificio per il Comune o per le parrocchie”. Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha espresso il cordoglio personale alle famiglie delle vittime. “Un ringraziamento ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine – dice – che stanno operando sul luogo dell’incidente alla ricerca di eventuali feriti e per ricostruire la dinamica dello scoppio”.

Il Codacons ha fatto un elenco delle vittime a causa di esplosioni in fabbriche di giochi pirotecnici dal 2000. Il bilancio è di 68 vittime. “Una vera e propria strage che riporta la questione della sicurezza in primo piano. Servono più controlli presso tali strutture e occorre verificare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza”, afferma il presidente Carlo Rienzi.