Con l’avvio della fase due del Reddito di cittadinanza, quella che prevede la convocazione presso i Centri per l’impiego dei beneficiari del sussidio per la firma del Patto per il lavoro e l’avvio del percorso per il loro reinserimento nel mondo lavorativo, aumentano anche i controlli anti-furbetti.

Gli operatori dei centri per l’impiego e i navigator hanno infatti l’obbligo di segnalare alle autorità competenti, prime fra tutte l’Inps, eventuali situazioni anomale o comportamenti sospetti che dovessero emergere durante i colloqui. Situazioni che potrebbero comportare anche sanzioni gravi fino alla perdita del sussidio.

La legge che istituisce il Reddito di cittadinanza prevede infatti che chi lavori in nero percependo allo stesso tempo il sussidio rischia da tre a se anni di carcere oltre alla decadenza del Rdc e il divieto di poter accedere a qualsiasi forma di sostegno per 10 anni.

Oltre alla questione lavoro nero, operatori e navigator potranno anche segnalare tutte quelle situazioni in cui ci sia il sospetto di dichiarazioni mendaci da parte dei beneficiari che potrebbero aver dato accesso al sussidio senza averne diritto.

Come è risaputo poi, se i convocati al colloquio non dovessero presentarsi al Centro per l’impiego andranno incontro a sanzioni: alla prima assenza perderanno una mensilità, alla seconda due mentre chi non dovesse presentarsi anche per la terza volta perderà completamente il diritto al sussidio.