Una delegazione della Camera dei rappresentanti libica (HoR), il parlamento insediato a Tobruk, è arrivata ieri sera a Palermo per partecipare alla conferenza per la Libia. Lo riferisce il sito Alwasat. La delegazione è guidata dal presidente del Parlamento, Aqila Saleh, ed è composta da altre “15 personalità, tra cui otto deputati”, precisa il sito.

“Innanzitutto apprezziamo grandemente lo sforzo italiano di contribuire a migliorare il processo politico. Siamo anche ansiosi di partecipare a un fruttuoso incontro (a Palermo, ndr) con tutte le controparti libiche e i rappresentanti della comunità internazionale che conduca a risultati positivi” dichiarato all’Ansa Mohamed El-Sallak, il portavoce del premier libico Fayez al-Sarraj.

Intanto è giallo su una visita lampo del premier Giuseppe Conte a Bengasi, in Libia, per incontrare il generale Khalifa Haftar la cui presenza a Palermo è a forte rischio e con essa la riuscita del vertice. La notizia è stata rilanciata da alcuni siti libici e per ore è rimasta in apertura nell’online dell’autorevole quotidiano egiziano al Ahram, ma viene seccamente smentita da Palazzo Chigi. Al Ahram, in particolare, cita un alto responsabile dell’autoproclamato Esercito nazionale libico che afferma come il premier italiano sia volato a Bengasi per discutere con Haftar “gli ultimi sviluppi sulla conferenza di Palermo”, senza fornire altri dettagli. Proprio nella stessa mattina di ieri fonti del Libyan National Army avevano annunciato che il generale non avrebbe partecipato al summit in Sicilia.

Haftar, inizialmente dato per presente, poi segnalato come assente e infine confermato fra i presenti è il nodo di ogni incontro. Senza di lui il vertice appare dimezzato mancando una delle due parti che occorre mettere d’accordo. La sua assenza non sarebbe, però, una mancanza di volontà nei confronti delle trattative. Fonti autorevoli che vogliono restare riservate, però, fanno sapere che Haftar si è sentito offeso nella sua qualità di laeder libico (il suo esercito ha il controllo sulla Cirenaica) dalla presenza nella delegazione del Qatar di suoi palesi detrattori.

E l’assenza di haftar oltre che un problema a livello internazionale, rischia di diventare un guaio politico interno in Italia. “Se la defezione del generale Haftar dalla Conferenza di Palermo dovesse essere confermata, saremmo di fronte ad un fallimento annunciato di questo vertice internazionale organizzato dall’Italia e alla conferma dell’inadeguatezza del Governo” attacca il deputato Andrea Delmastro, responsabile Esteri di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Esteri alla Camera. “L’assenza di Haftar – continua -indebolisce il ruolo dell’Italia nel delicato dossier libico e rafforza quella di altre Nazioni, a partire dalla Francia. In ogni caso, Fratelli d’Italia si augura che questa defezione possa essere scongiurata e che il vertice abbia ugualmente successo perché in ballo c’è la difesa dell’interesse nazionale italiano”.

“La clamorosa assenza del generale Haftar a Palermo – rincara la dose il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Comitato per la Sicurezza della Repubblica – sancirebbe sin dall’inizio il fallimento della conferenza sulla Libia, tanto più a fronte del defilarsi dei principali leader internazionali, la cui presenza era stata più volte, e in modo improvvido, annunciata dal governo, persino nelle Aule del Parlamento. Speriamo che la notizia sia infondata e comunque che in queste ore il governo faccia il possibile per recuperare. L’atteggiamento velleitario di questo governo, malgrado gli sforzi del ministro Moavero, rischia così di arrecare un gravissimo danno di immagine al nostro Paese, pregiudicandone il ruolo nel teatro di principale interesse strategico”.

In città nel frattempo sono entrate nel vivo le strette misure di sicurezza: traffico vietato in una ventina di strade, e persino barche spostate dal porticciolo vicino a Villa Igiea, l’albergo che ospiterà i lavori. Annunciate e organizzate anche contestazioni.

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Nuove ombre di fallimento si allungano sulle trattative