“Da anni teniamo bloccati 80 miliardi per investimenti in opere infrastrutturali, il che significa bloccare 400 mila posti di lavoro”. Lo ha detto ai giornalisti il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan a Palermo per presentare il libro bianco sui trasporti “Connettere la Sicilia”, elaborato dal sindacato guidato nell’Isola da Sebastiano Cappuccio.

“Tutto il Sud del paese e la Sicilia in particolare non ha visto per troppi anni investimenti nelle infrastrutture – ha aggiunto Furlan – e oggi ne paghiamo tutti le conseguenze. Per questo il 22 giugno a Reggio Calabria con Cgil e Uil abbiamo organizzato una grande manifestazione sul Sud che ha per tema le infrastrutture, gli investimenti sul territorio“.

“Dobbiamo collegare il Sud con il Nord e il Nord con il resto dell’Europa – ha sottolineato Furlan – . Solo così possiamo creare un futuro con al centro gli investimenti sul lavoro esattamente quello che è mancato nell’ultima legge finanziaria , che manca nel Def e che non può assolutamente mancare in futuro”.

Furlan ha parlato anche della proposta della Lega di far partire la flat tax: “Non c’è dubbio – ha detto – che il nostro paese da tanto tempo ha bisogno di una riforma del fisco, ma deve essere una riforma che premia prima di tutto quello che rappresenta oltre l’85% dell’erario, cioè i lavoratori dipendenti e i pensionati, sono loro i veri azionisti dell’erario in Italia”.

E ancora: “Ci vuole una riforma fiscale che guardi a lavoratori dipendenti e pensionati e che renda più pesanti le buste paga e le pensioni degli italiani e delle italiane. Ragionare oggi di sistema fiscale significa ragionare di un fisco amico del lavoro non come adesso il fisco italiano e poi serve una grande lotta all’evasione fiscale per nulla scalfita”.

“Sull’ autonomia differenziata la questione deve essere analizzata bene perché ci sono competenze che più sono vicine al territorio e meglio si possono svolgere, penso alla gestione del mercato del lavoro e alla formazione professionale” ha spiegato il segretario generale della Cisl in merito alla posizione del sindacato rispetto alla proposta che arriva da alcune regioni del Nord appoggiata dalla Lega. “Ci sono alcune materie invece che costituiscono l’unità del Paese – ha aggiunto – prima fra tutte l’istruzione: un bambino che nasce a Palermo deve avere le stesse opportunità di un bambino che nasce a Milano o a Bologna. Istruzione e scuola tengono coeso un paese, devono rimanere nelle competenze dello Stato”.

“Ci sono oltre 140 medie e grandi vertenze ferme sul tavolo del Ministero dello sviluppo. Non abbiamo bisogno di aggiungerne altre, ma di chiuderne qualcuna proprio a partire da Blutec, ovviamente anche Mercatone Uno, questa terribile novità che oggi è sul tavolo, e anche Alitalia” ha detto Furlan aggiungendo: “Le vertenze si aprono ma poi c’è bisogno della gestione, di trovare magari nuovi acquirenti per queste imprese, con piani industriali che stiano in piedi. Ecco il richiamo forte che facciamo al governo e al Ministero dello Sviluppo è che i temi del lavoro non continuino ad essere residuali, ma siano al centro dell’azione di governo”.

E ancora: “Quando si alza lo spread a pagare il conto sono sempre le famiglie italiane e non altri. Sono uomini e donne di questo paese che hanno immediatamente ripercussioni economiche negative. I modi e i toni vanno sempre equilibrati e per creare una condizione di dialogo positivo – ha concluso Furlan – con l’Europa bisogna anzitutto avere alleanze e proposte. Credo che il governo debba lavorare molto su questo in modo diverso rispetto al passato”.

“Ci auguriamo che qualcosa prima o poi si muova sul fronte della cosiddetta continuità territoriale tra Sicilia e continente visto che tre anni fa il parlamento europeo ha votato una risoluzione che riconosceva la condizione di insularità della regione”. Lo ha detto il segretario regionale della Cisl Sebastiano Cappuccio introducendo il dibattito, a Palermo, e che dal libro bianco del sindacato sul sistema dei collegamenti ha preso le mosse.

“Si sperava di abbattere i costi delle tratte marittime, ferroviarie e aeree e nelle misure di fiscalità compensativa, ma tre anni dopo siamo più o meno nella stessa situazione”, ha sottolineato Cappuccio. “E anche nel Def recentemente approvato dal Parlamento nazionale, sull’insularità non c’è nulla, a dispetto del voto di Bruxelles”. Anche per questo la Cisl Sicilia propone “l’istituzione, a Palazzo d’Orleans, di una cabina di regia interassessoriale, interistituzionale e aperta alle forze sociali. Pensiamo – rimarca Cappuccio – possa essere uno strumento strategico non solo nella logica della ricognizione. Anche in quella dell’organizzazione. E della programmazione dello sviluppo in rete”. Il libro bianco, a proposito di collegamenti viari,segnala la “situazione di stallo di molti cantieri, con 268 opere bloccate o in difficoltà a vario titolo, per un valore di 4,7 miliardi”, facendo l’elenco di una serie di opere per la cui realizzazione sarebbe “necessario e non più derogabile”, un colpo d’acceleratore. Ma si parla anche di “anomalia Cas” il Consorzio Autostrade Siciliane, un ente pubblico non economico che produce ricchezza grazie agli incassi dei pedaggi che riscuote per i 222 km. ma che chiude da sempre in passivo i propri bilanci non riuscendo a destinare risorse alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle arterie autostradali che formalmente cura e che versano in condizione di abbandono con evidente pregiudizio per la sicurezza dell’utenza”. Focus anche sulla situazione delle strade provinciali, sul trasporto aereo, sui porti e sul ponte sullo Stretto di Messina. Per Cisl, Fit e Filca siciliane, è un’infrastruttura ferroviaria e stradale “la cui realizzazione sarebbe utile e necessaria. E’stato inopportuno e sconsiderato nel 2013 – puntualizza il libro bianco – far decadere il contratto con l’Ati Eurolink aggiudicatrice dell’appalto per la realizzazione dell’opera, a fronte di una ingente penale. Una scelta con strascichi onerosissimi, che arrivano fino a noi. È recente infatti la notizia del ricorso contro la decisione del Tribunale, per un maxi-indennizzo di 700 milioni”.