Torneranno liberi trentatrè indagati coinvolti in due inchieste sui così detti ‘spaccaossa’. Lo racconta il Giornale di Sicilia. I coinvolti nella maxitruffa alle compagnie assicurative realizzata mettendo in scena finti incidenti ma con vittime che si sarebbero fatte volontariamente rompere braccia e gambe per incassare i premi, lasceranno il carcere o gli arresti domiciliari. Scaduti i termini di custodia cautelare, nonostante la richiesta di proroga della Procura, avranno solo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di dimora.

Gli indagati sono stati arrestati con le operazioni ‘Tantalo bis‘ e ‘Contra fides’, messe a segno lo scorso 15 aprile dalla squadra mobile e dalla guardia di finanza. Esattamente come altre dodici persone, bloccate invece con il primo blitz del filone, «Tantalo», l’8 agosto dell’anno scorso, che erano già tornate libere nei mesi scorsi.

Il Gup non ha ravvisato le motivazioni per concere la proroga nonostante l’accusa abbia evidenziato il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove oltre a segnalare che dovevano essere compiuti nell’ambito dell’indagine accertamenti ancora più complessi.