Si sono svolte stamattina a Palazzo dei Normanni le iniziative celebrative del 110° anniversario della Federazione Italiana Scherma, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il Sindaco Leoluca Orlando ha ricordato che “la manifestazione di oggi arriva dopo mesi di iniziative ed eventi che hanno portato atleti della nazionale e campioni nella nostra città, nelle scuole, nei quartieri. Manifestazioni che culmineranno con i campionati nazionali assoluti e paralimpici nelle prossime settimane”.

Com’è noto, il consiglio Federale della Federazione Italiana Scherma ha proclamato Palermo “Capitale italiana della scherma” per l’anno 2019. L’evento più importante è rappresentato dai Campionati Italiani Assoluti Palermo 2019, che si terranno in città nel corrente mese di giugno.

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è giunto a Palazzo dei Normanni per l’inaugurazione della mostra con 100 medaglie conquistate dagli schermidori azzurri allestita nel salone dei viceré di Palazzo Reale per celebrare i 110 anni dalla fondazione Federazione nazionale scherma.

Mattarella è stato ricevuto davanti al portone di Palazzo dei Normanni dal presidente dell’Assemblea siciliana Gianfranco Miccichè, dal governatore della Sicilia Nello Musumeci, dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Presenti anche il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della Federazione scherma Giorgio Scarso. Il capo dello Stato è poi entrato nel Palazzo per la celebrazione dei 110 anni della Federazione.

“La scherma è inserita pienamente nella società del nostro Paese, non è un mondo artificiale è uno sport genuino in cui la passione fa superare i sacrifici e gli impegni che richiede la pratica dello sport. È anche uno sport in cui la prestazione è realizzata insieme all’avversario e quindi con rispetto dell’avversario“. Così il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento che ha concluso a Palazzo dei Normanni, la cerimonia per i 110 anni della fondazione della Federazione nazionale scherma. “Il mondo della scherma è un mondo affascinate il cui valore come sport autentico è rimasto inalterato”, ha aggiunto Mattarella. Rivolgendosi poi a Irene Camber, oro ad Helsinki 1952, il capo dello Stato ha detto: “Ho un’età che mi consente di ricordare i suoi successi”.

Questo il discorso con il quale Gianfranco Miccichè ha accolto il Presidente Mattarella:

“E’ per me un grande privilegio accoglierLa a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, in occasione della mostra “Un TesOro italiano” nella quale sono esposte le medaglie d’oro, vinte dal movimento schermistico italiano che festeggia i 110 anni dalla fondazione. Anniversario che coincide con l’edizione numero 100 dei Campionati Assoluti e Paralimpici, in programma proprio a Palermo.

Molte di queste medaglie d’oro olimpiche sono state conquistate, anche con l’impegno degli atleti siciliani che hanno contribuito a fare diventare la Federazione italiana della scherma una delle più prestigiose al mondo.

Palermo è stata sempre considerata una delle Capitali della scherma. Non a caso la Federazione ha scelto questa città per festeggiare l’ambito traguardo di 110 anni dalla fondazione, mentre da giovedì a domenica si disputeranno i Campionati Assoluti e Paralimpici.

Per questa scelta voglio ringraziare il presidente della Federazione italiana della scherma, Giorgio Scarso, così come il capo della Polizia, Franco Gabrielli, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli.

Per la nostra città, Signor Presidente, ancora un’occasione per mostrare all’Italia e al mondo intero la sua bellezza, i monumenti e la cultura che rendono sempre più attrattiva la Sicilia intera.

Mi ha fatto molto piacere apprendere lo slancio con cui gli atleti hanno consegnato le 95 medaglie d’oro al prefetto Gabrielli affinché, opportunamente scortate, potessero raggiungere Palermo ed essere esposte oggi qui, in questa Sala dei Viceré. Tra queste, la più antica, è la medaglia d’oro conquistata dal palermitano Pietro Speciale, nel 1920, alle Olimpiadi di Anversa.

Diceva Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza dove prima c’era disperazione. E’ più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia a ogni tipo di discriminazione”.

Ancora un sentito grazie, Signor Presidente, per la sua presenza in questa occasione tanto prestigiosa”.

Questo invece il testo integrale del discorso pronunciato dal sindaco Orlando:
“Un deferente e caloroso benvenuto a Palermo al signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Desidero ringraziare per la loro presenza il Presidente della Regione Siciliana, l’Onorevole Nello Musumeci, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’Onorevole Gianfranco Micciché, tutte le autorità presenti e tutti coloro che sono qui oggi a condividere questo momento.

Benvenuti a Palermo, Città di Culture, di tutte le culture e sicuramente della cultura sportiva in questo anno in cui Palermo è Capitale Italiana della Scherma.

Celebriamo in questi giorni i primi 110 anni della Federazione Italiana di Scherma e lasciatemi dire che è un privilegio poter festeggiare questo prestigioso anniversario nella nostra città, è un privilegio poter condividere e celebrare questo orgoglio nazionale. La federazione Italiana di Scherma è un orgoglio nazionale e nel mondo, basti pensare che circa il 20% del medagliere della storia del nostro Paese appartiene a questa federazione.

È sempre la federazione che porta più medaglie a casa in ogni competizione, sia olimpica che mondiale, una pura eccellenza.

La Federazione e gli atleti non si sono limitati ad “atterrare” a Palermo ma hanno vissuto questo periodo di avvicinamento alla competizione in un’ottica di comunità.

A Palermo la nostra visione risponde alla frase “Io sono persona, noi siamo comunità”.

Partiamo dalla parola “persona” il cui significato originario è quello di “maschera” proprio come la maschera che gli atleti della scherma indossano in pedana e che li rende tutti uguali ma non annulla la loro individualità.

“Io sono persona” perché ad ognuno deve essere riconosciuta la propria individualità e ognuno deve vedere riconosciuti i propri diritti; “noi siamo comunità” perché tutto ciò non può che accadere in una ottica comunitaria.

Una visione che è contraria ad “io sono individuo, noi siamo gruppo” contraria cioè all’egoismo dettato dall’individualismo e contraria alla soffocante logica dell’appartenenza.

E lo sport non può che essere vissuto in una dimensione comunitaria, quand’anche ci si trovi solo su una pedana davanti ad un avversario col fioretto in mano, per raggiungere questo momento tante saranno state le ore di allenamento, di insegnamenti, di sudore insieme; e non possono che essere vissuti insieme i festeggiamenti per una vittoria, per una stoccata vincente.

Risponde sicuramente a una visione comunitaria della vita la scelta di disputare insieme i Campionati Italiani Assoluti di Scherma Olimpica e Paralimpica, una scelta cui va tutto il mio, tutto il nostro apprezzamento. Lo sport e la scherma hanno assolto e assolvono al ruolo di agenzia educativa promuovendo i valori di correttezza, impegno, disciplina, educazione alla diversità, agonismo nel rispetto dell’avversario.

Il periodo di avvicinamento a queste giornate ha visto gli atleti e la Federazione partecipare e vivere le scuole palermitane con “Le pedane vanno a scuola”, e vivere altre iniziative cittadine come La Domenica Favorita, il 23 maggio in Piazza Magione, ha visto cioè gli atleti e la federazione far parte della comunità palermitana.

Amo ripetere “chi arriva a Palermo diventa palermitano” e posso dire che sia la Federazione sia gli atleti sono dei veri palermitani.

Sono talmente palermitani che gli verrà concessa l’occasione di disputare le fasi finali della competizione in Piazza Bellini, dinnanzi i monumenti patrimonio dell’umanità inseriti nella world heritage list UNESCO, un orgoglio nazionale, la scherma, dinnanzi ad un altro orgoglio nazionale, il nostro patrimonio Unesco.

Vinca il migliore ! Palermo, quest’anno dichiarata Capitale italiana della scherma, ha già vinto ospitando la Federazione e i Campionati italiani di Scherma! Adesso vinca il migliore in pedana! In guardia!”.

Abbiamo il dovere, attraverso adeguate misure politiche e sociali, di promuovere lo sport. Dobbiamo fare dialogare la scuola con le federazioni sportive, le aule con il Coni. E per raggiungere questo obiettivo la Regione è pronta a fare la propria parte, pur nella ristrettezza delle disponibilità finanziare. Purtroppo conosco istituti scolastici con palestre in disuso, abbandonate o trascurate ma colgo questa occasione per ribadire la volontà del mio governo a lavorare affinché ovunque in Sicilia, a cominciare dalle periferie, si possa praticare lo sport».
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci intervenendo a Palazzo dei Normanni alla cerimonia d’inaugurazione della mostra “Un TesOro italiano”, allestita per celebrare i 110 anni dalla fondazione della Federazione nazionale scherma, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella e di altre autorità. Al presidente della Repubblica, il governatore siciliano ha rivolto un ringraziamento per «avere reso ancora più solenne, con la sua partecipazione, tale ricorrenza».
«Qui in Sicilia – ha aggiunto Musumeci – la scherma ha un’antica e nobile tradizione, vanta un grande medagliere e oggi può contare su un migliaio di praticanti e su una decina società. Si tratta di una bella presenza, di un tessuto solido e diffuso ma si può e si deve fare di più. Bisogna stimolare l’amore verso lo sport, come diceva il leggendario Agesilao Greco, nato a Caltagirone e diventato maestro di scherma alla Nunziatella di Napoli. Siamo all’avanguardia nel panorama nazionale di questo sport ma non possiamo, e non dobbiamo, cullarci sugli allori».
«Fa riflettere – ha concluso – che la Sicilia sia la regione con il più alto tasso di obesità infantile in Italia. E fa riflettere soprattutto perché, allo stesso tempo e per ragioni diverse, alla nostra Isola appartiene anche il più alto tasso di criminalità minorile: ecco, allora, che lo sport può e deve diventare uno straordinario strumento di formazione fisica e morale”.