Le casse della Regione Siciliana sono vuote e l’antimafia resta senza fondi. A causa delle condizioni finanziarie poco rosee, prospettate anche ieri dal Presidente della Regione Musumeci, la Regione chiuderà i rubinetti a fondazioni, enti, tetri e anche alle associazioni che si occupano di antimafia. È lo stesso Musumeci ad aver chiesto al presidente dell’Ars Miccichè di stoppare l’erogazione dei fondi fino al pronunciamento della Corte dei Conti sulla parifica del bilancio della regione 2018.

In caso di responso negativo il futuro è ancora più nero. Si ipotizza, addirittura, di bloccare la spesa. A ottobre si attende il pronunciamento. Intanto la quinta Commissione all’Ars ha deciso lo stop ai finanziamenti per le associazioni antimafia siciliane provocando un fitto vespaio di critiche e polemiche tra cui quelle di Maria Falcone presidente della Fondazione Falcone e Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre.

“La decisione, presa all’unanimità dalla quinta Commissione dell’Ars – affermano -, di stralciare dal Collegato la norma che prevedeva i finanziamenti per le associazioni e le fondazioni antimafia mette a rischio l’esistenza stessa di enti che quotidianamente sono impegnati nell’opera di sensibilizzazione della società civile e di educazione dei giovani  sui temi della legalità e della lotta alla mafia”.

Per i due presidenti il taglio colpisce al cuore le associazioni impegnate nella costante lotta a cosa nostra.  “Spiace che – aggiungono Falcone e Lo Monaco – , soprattutto in una terra come la Sicilia, che più di altre ha sofferto e soffre la presenza della criminalità organizzata, nonostante i ripetuti impegni pubblici di esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni a sostegno del nostro lavoro, si sia pensato di sacrificare fondi vitali per la nostra attività”.