A luglio i lavori dell’Ars erano stati sospesi dal Presidente Miccichè per la troppa litigiosità dell’aula. Quasi d’imperio il Presidente aveva mandato tutti in vacanza con una scelta criticata anche dal Presidente della Regione Musumeci. Una lunga vacanza durata un mese e mezzo. Ma alla ripresa dei lavori, ieri sera, la situazione non era cambiata. L’aula riprende da dove aveva lasciato: liti, scontri e improcedibilità.

Comincia così la nuova ‘stagione’ dei lavori del parlamento più antico d’europa che adesso sembra anche il più litigioso. con una maggioranza che rischia di ritrovarsi con numeri ancora più risicati e grandi difficoltà se le opposizioni, forti degli accordi che hanno dato vita al governo Conte Bis, dovessero coalizzarsi anche qui visto che proprio l’opposizione all’Ars è costituita dalle forze giallorosse che a livello nazionale proprio da ieri sono al governo.

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Si ricomincia dal terzo collegato alla finanziaria ma il governo prova subito a cancellare tutti i temi di lite di luglio e lo fa c on un colpo di mano che annuncia un maxi emendamento sostitutivo. Ma non basta. Al contrario la tensione sale e lo scontro pure. tanto che alla fine il presidente dell’Assemblea si trova costretto a rinviare di nuovo tutto di una settimana

“Ho valutato attentamente la questione: non c’è nessun problema a rinviare il collegato in commissione. Chiedo dunque al presidente della quinta commissione, onorevole Sammartino, di iniziare già domattina l’esame del testo e degli emendamenti” ha comunicato alla fine il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè alla ripresa dei lavori d’aula dopo una prima sospensione. Dunque tutto rinviato di una settimana visto che adesso toccherà alle Commissioni a iniziare dalla V. La prossima seduta si terrà martedì prossimo alle 16.

E’ proprio il maxi emendamento a fare saltare sulla sedia le opposizioni nel pomeriggio di ieri.    “Un maxi emendamento truffa, concordato da pochi intimi, sul quale, alla luce dell’incremento del disavanzo venuto fuori questa estate, potrebbe non esserci nemmeno  copertura finanziaria. È ridicolo stare ancora a parlare di Finanziaria 2019, quando dovremmo invece cominciare a pensare alla prossima” lo definiscono i deputati del M5S all’Ars, a commento della decisione  di accorpare i collegati alla Finanziaria rimanenti ma con modifiche e aggiunzioni.

“La verità – continuano i deputati – è che questa maggioranza continua a non cavare un ragno dal buco. A parte un paio di leggi che non cambieranno certo il volto della Sicilia, non ha prodotto praticamente nulla. E Micciché non cerchi di scaricare sulle opposizioni colpe che sono esclusivamente della maggioranza e del governo”.
“A metà settembre – afferma il capogruppo Francesco Cappello – siamo ancora alle prese con una interminabile ed estenuante sessione di Bilancio, mentre  non c’è assolutamente traccia delle epocali riforme strombazzate da Musumeci in campagna elettorale. Nelle scorse settimane il presidente della Regione si è vantato di avere  spedito il gagliardetto della Sicilia nello spazio. Comprendiamo il suo entusiasmo per quello che può essere considerato finora il più grande successo del suo governo, ma gli ricordiamo che i siciliani ancora aspettano i primi atti concreti di questo esecutivo sulla terra”.

Il Pd è meno diretto nelle dichiarazioni ma l’opposizione nei fatti questa volta si vede. Rinverditi dall’inatteso ritorno al governo nazionale anche i deputati siciliani sembrano essersi risvegliati dal letargo. A tutti risponde dalla maggioranza il capogruppo azzurro Tommaso Calderone che ricorda come invece l’accordo ci fosse già da luglio

“Oggi in Aula abbiamo assistito a una brutta pagina che resterà negli annali della cronaca parlamentare siciliana. Si doveva discutere del cosiddetto Collegato. Prima della pausa estiva infatti, tutti i gruppi parlamentari avevano sposato la linea per la quale i 4/5 collegati che riguardavano tutte le commissioni sarebbero stati riassunti in alcune norme. Si è lavorato, è stata fatta una sintesi e oggi sono state depositate in Aula una serie di norme utili per la Sicilia. Tra queste cito i provvedimenti per la tutela dei lavoratori di Almaviva, di Pumex, degli LSU, fondi a sostegno per l’acquisto di biglietti aerei per determinate categorie e per gli studenti che vivono fuori la Regione. E ancora, misure per fronteggiare lo sversamento dei rifiuti, interventi per favorire gli alloggi per le fasce più deboli, opportune convenzioni con il corpo forestale dello Stato, interventi in onore della creazione della Fondazione Tusa e tante altre norme di grande rilievo sociale, avversate sia dal M5S che dal PD, i quali sulla scorta del neo Governo nazionale, si sono messi di traverso, anteponendo il proprio tornaconto al bene comune”.

“Stasera poteva essere scritta una bella pagina per il popolo e i lavoratori siciliani – continua l’Esponente azzurro. La cronaca parlamentare recita però un’altra storia, in cui i giochi della politica hanno avuto il sopravvento, sulla scorta di questo indegno accordo consumato a Roma. Qui però siamo in Sicilia, e le cose stanno diversamente. Abbiamo lavorato, prendendo impegni. La coalizione di maggioranza è coesa e continueremo a servire il popolo”.

“Alla fine del quinquennio tireremo le somme – conclude il Calderone – valutando chi avrà lavorato, chi si sarà distinto per correttezza e chi invece per opportunismo o egoismo. Si vedrà chi ha fatto demagogia, parlando bene un giorno della Lega e l’altro del Pd o screditando entrambi per poi allearsi in coalizioni innaturali. La politica è serietà e sobrietà. In questi mesi abbiamo lavorato a un Collegato ottimo, frenato solo dai giochi di potere che però non lo hanno bloccato ma solo rallentato. Certamente non finisce qui. Andremo avanti per il bene della Sicilia”.

Ma niente da fare. In conclusione è un’altra giornata che fa registrare solo un nulla di fatto. se ne riparlerà martedì prossimo… forse