Non si placa lo scontro istituzionale attorno alla chiusura dei tre plessi dell’Istituto Comprensivo “Publio Virgilio Marone – Tomaselli” di Palermo, scattata dopo il rilevamento del batterio della legionella nelle condutture idriche. A seguito della lettera firmata da decine di dirigenti scolastici a difesa della preside dell’istituto, Serena Roccaro, è arrivata la secca controrisposta del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. Il primo cittadino ha voluto chiarire la propria posizione, respingendo le accuse di aver voluto personalizzare lo scontro o colpevolizzare la dirigenza scolastica.
Lagalla: “Nota doverosa basata sui dati ASP”
Il sindaco ha espresso sorpresa per la levata di scudi dei presidi palermitani, rivendicando la correttezza del proprio operato dopo il sopralluogo e la successiva ordinanza. “Desidero ribadire che la mia comunicazione non ha mai inteso rappresentare un attacco personale alla dirigente scolastica, alla quale confermo il mio rispetto istituzionale, né attribuire responsabilità individuali”, ha precisato Lagalla.
Secondo il primo cittadino, l’intervento di Palazzo delle Aquile era un atto dovuto: “Si è trattato di una nota legittima e doverosa, volta a prendere atto della relazione dell’ASP e a portarne gli elementi salienti all’attenzione di tutti gli uffici e dei soggetti competenti”. Lagalla ha tuttavia ricordato che, per legge, rimangono in capo alla dirigenza scolastica i compiti di manutenzione ordinaria, il monitoraggio delle strutture e l’obbligo di segnalare tempestivamente la necessità di interventi esterni straordinari.
Sbloccato il caos trasferimento per oltre mille studenti
La polemica si inserisce in un contesto di forte tensione per le famiglie dei circa 1.200 alunni della scuola, rimasti a casa per due settimane a causa della chiusura dei plessi. L’amministrazione comunale ha rivendicato lo sforzo logistico profuso nelle ultime ore per smistare le classi in altri istituti cittadini e scongiurare il ricorso alla didattica a distanza o ai doppi turni.
“In pieno spirito di collaborazione, il Comune si è attivato per individuare soluzioni alternative che consentissero ad oltre mille alunni ed alunne di riprendere le lezioni presso altri istituti”, ha evidenziato il sindaco, ringraziando pubblicamente quei presidi che hanno mostrato disponibilità accogliendo gli studenti della Marone-Tomaselli nelle proprie strutture. Al contempo, Lagalla non ha risparmiato una stoccata, ricordando come i disagi per i genitori si siano acuiti proprio per l’assenza di una “tempestiva previsione di soluzioni alternative” a monte dell’emergenza.
L’appello: “Basta contrapposizioni, la priorità è la sicurezza”
In vista della ripartenza delle lezioni nelle sedi provvisorie, l’obiettivo del Comune resta quello di completare la bonifica definitiva degli impianti idrici per consentire il rientro sicuro nei plessi originari. Per farlo, però, Lagalla invoca una tregua sul fronte del dibattito politico e sindacale.
“In questo momento, più che alimentar sterili contrapposizioni corporative, è fondamentale lavorare insieme per risolvere il problema, garantire gli interventi necessari e consentire il rientro in sicurezza”, ha concluso il sindaco di Palermo. Il capo della giunta comunale ha assicurato che l’amministrazione continuerà a fare la propria parte eseguendo le manutenzioni straordinarie di propria competenza, rimarcando come la tutela della salute degli studenti rimanga la priorità assoluta dell’esecutivo cittadino.



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