Si profila il rischio di autostrade a passo di lumaca in Sicilia. Se no  si risolveranno i problemi di sicurezza delle infrastrutture le due autostrade del Cas, la A18 e la A20 potrebbero vedere imporre un limite di velocità addirittura più basso di una qualsiasi strada statale, 60 km/h.

L’allarme

Per sottolineare questo rischio Cgil, Filt e Fillea regionali hanno annunciato una prima manifestazione di protesta per il prossimo 21 ottobre sulla A18 Catania-Messina. Al centro del dibattito c’è proprio il drastico provvedimento che impone il limite di velocità a 60 km/h su ampie tratte della A18 e della A20 Messina-Palermo, una misura precauzionale proposta dopo le recenti verifiche ispettive del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti volte a valutare lo stato delle barriere.

I segretari generali Alfio Mannino, Alessandro Grasso e Giovanni Pistorio, pur riconoscendo la priorità assoluta della tutela degli automobilisti, esprimono forte preoccupazione per i riflessi sulla viabilità: «Con il limite di 60 km all’ora si rischia di rallentare pesantemente la Sicilia. Sarà un disagio significativo per chi si sposta quotidianamente per lavoro, per le imprese, per gli studenti e per l’intera economia». Per questa ragione, il sindacato ha chiesto un incontro urgente al governo regionale e al Cas per aprire un tavolo di confronto sulle misure da adottare.

La cronistoria della vicenda: dall’ultimatum del Ministero ai controlli

Il provvedimento ministeriale rappresenta il culmine di un percorso iniziato nelle scorse settimane, quando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) aveva notificato al Consorzio Autostrade Siciliane (Cas) un preciso invito ad avviare interventi di mitigazione del rischio entro i primi giorni di ottobre, per evitare provvedimenti ancor più drastici come la totale interdizione al traffico di ampie tratte delle due arterie. Al termine di una tre giorni di intense verifiche sul campo da parte degli ispettori romani per certificare i requisiti di sicurezza delle barriere laterali, si è giunti alla decisione di non chiudere i collegamenti, bensì di imporre l’andatura ridotta a 60 km/h come soluzione tampone in attesa dei cantieri strutturali.

La risposta di Palazzo d’Orléans: il piano da 13,3 milioni di euro

Sul fronte istituzionale, la risposta della Regione Siciliana punta a sbloccare l’impasse e ad accelerare i tempi di ripristino delle tratte. Il governo guidato da Renato Schifani ha approvato una delibera che stanzia 13,3 milioni di euro destinati al finanziamento di 14 interventi urgenti sulle autostrade A18 e A20.

I fondi, individuati attraverso una rimodulazione delle risorse Poc 2014-2020 operata dall’assessorato alle Infrastrutture guidato da Alessandro Aricò, serviranno a coprire una serie di opere non più rinviiabili: dal ripristino delle barriere di sicurezza alla manutenzione straordinaria del manto stradale, fino alla sistemazione dei giunti dei viadotti. Un piano d’azione concreto, concordato con i vertici del Cas, per restituire nel più breve tempo possibile la normale fluidità viaria all’intera rete autostradale dell’Isola.

Ma questi interventi sono solo una piccola parte di ciò che serve per la messa in sicurezza delle due importanti arterie autostradali