La Guardia di finanza di Palermo e i carabinieri che hanno fermato cinque persone per associazione mafiosa e favoreggiamento nell’ambito di una inchiesta sui clan vicini al boss Matteo Messina Denaro che ha coinvolto anche il Radicale Antonello Nicosia, stanno effettuando una serie di perquisizioni nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro degli indagati. Nel corso degli accertamenti è stato trovato il tesserino da collaboratore parlamentare di Nicosia, assistente della deputata Occhionero. L’uomo entrava in carcere insieme alla parlamentare, incontrava boss e portava all’esterno i loro messaggi. Durante la perquisizione sono stati sequestrati una carta di credito collegata a conti esteri – e patrimoniali e un’imbarcazione.

Per i magistrati sarebbe “pienamente inserito nell’associazione mafiosa“. Chiedeva al clan di intervenire per riscuotere crediti, partecipava a summit con fedelissimi del boss Matteo Messina Denaro. Sono alcune delle accuse rivolte dai pm di Palermo a Antonello Nicosia, esponente Radicale fermato per associazione mafiosa. In uno degli incontri con gli uomini d’onore del clan di Sciacca, tenuto a Porto Empedocle a febbraio 2019, avrebbe parlato di una somma di denaro da far avere al capomafia latitante. Secondo i magistrati, Nicosia usando il rapporto di collaborazione con la deputata Giusy Occhionero, riusciva ad entrare in carcere e incontrare diversi boss. Dall’inchiesta emerge il coinvolgimento di Nicosia in un progetto relativo alle carceri che, scrivono gli inquirenti, “interessava direttamente il capomafia latitante”. In cambio Nicosia si aspettava di ricevere “un ingente finanziamento non ritenendo sufficienti i ringraziamenti che diceva di avere ricevuto dallo stesso ricercato”.

“Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per lo straordinario lavoro di contrasto alla mafia. Da ciò che emerge dalle notizie riportate sui giornali quello che diceva e scriveva Nicosia era ben lontano dalla verità, arrivando a veicolare messaggi mafiosi per conto dei detenuti. Quello che si legge nelle intercettazioni e’ comunque vergognoso e gravissimo” dice la parlamentare di Italia Viva Giuseppina Occhionero commentando l’arresto del suo collaboratore Antonello Nicosia. “La collaborazione con me – prosegue – durata solo quattro mesi, era nata in virtù del suo curriculum, in cui si spacciava per docente universitario oltre che di studioso dei diritti dei detenuti. Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà -spiega – ho interrotto la collaborazione. Le visite in carcere peraltro sono parte del lavoro parlamentare a garanzia dei diritti sia dei detenuti sia di chi vi lavora. Ora sono profondamente amareggiata, ma la giustizia farà il suo corso. Mi auguro nel più breve tempo possibile. Pur essendo del tutto estranea alla vicenda sono comunque a disposizione della magistratura per poter fornire ogni elemento che possa essere utile”.