“Noi in Sicilia abbiamo un problema quando si parla di candidature per la presidenza della Regione ed è l’auto candidatura di Nello Musumeci. se non avesse fatto questo salto in avanti Musumeci, che è sicuramente persona qualificata per quel ruolo, avrebbe avuto l’80% in più di possibilità di essere davvero lui il candidato alla presidenza”.

Non ha peli sulla lingua come nel suo stile tradizionale Gianfranco Micciché. Lo incontriamo in aeroporto a Palermo di ritorno da Roma e l’argomento subito sul piatto è il suo incontro, a cena, due giorni fa a Roma con Angelino Alfano e da lì tutta la situazione politica siciliana. Di lì a due ore lo risentiamo al telefono e Micciché non si nega neanche sui dettagli e raccontale circostanze che hanno permesso quell’incontro, quella cena della sera del 28 giugno a cena. Una distensione positiva secondo i forzisti che però frenano sulla pace fatta

“In realtà tutto nasce da un messaggio che Alfano mi aveva fatto avere attraverso conoscenze comuni. Il 16 giugno, infatti, era il ventesimo anniversario dello ‘sbarco’ all’Ars dei primi deputati targati Forza Italia. Persone che sono ancora tutte lì o in Parlamento nazionale, che ricoprono ruoli importanti e che hanno fatto la storia politica di questo paese. Ecco Alfano mi aveva fatto sapere che avrebbe avuto piacere di fare una festa per quel ventesimo compleanno. Una festa alla quale sarei dovuto esserci anche io perché quella campagna elettorale la guidai io”.

E questa idea le ha fatto piacere?

“Quella festa non si poté organizzare ma sì, io vidi in quel messaggio una apertura, un tentativo di disgelo dopo una spaccatura ‘vera’ che c’era stata fra noi e non soltanto politica. Così i percorsi ci hanno portato a cena martedì sera a Roma e con quella cena abbiamo sancito un riavvicinamento umano che era ciò di cui avevamo bisogno tanto io quanto lui. poi non c’è dubbio che due persone come Miccichè e Alfano a cena non parlano di calcio, e non solo perchè Alfano di calcio non ne capisce nulla. La politica è il nostro pane”.

E dunque avete parlato di politica. Ed è vero che ha chiesto ad Alfano di fare il candidato alla Presidenza della Regione ?

“Parlare di candidature è ancora più che prematuro. Non c’è dubbio che quella di Angelino Alfano sarebbe la figura ideale da candidare in un centrodestra rinato o ricompattato. Ma è presto. Di candidati possibili ce ne sono tanti. noi di Forza Italia possiamo mettere in campo Pogliese o la Prestigiacomo ma ci sono profili spendibili come La Via, come Lagalla e perfino qualcuno che viene dai movimenti o da eventuali liste civiche che sono vicine a questa area. per il momento quello che ci preme e ritrovare le alleanze. dopo parleremo di programmi e solo in ultimo di candidati”

Ma non si rischia di fare troppo tardi il nome spendibile?

“Una volta, forse, la politica chiedeva di lanciare un candidato un anno prima. Adesso non è più così. Anche i sindaci pentastellati di Roma e Torino fino a due mesi prima delle elezioni non si sapeva chi fossero. Conta altro”.

Quindi resterete fermi per il momento?

“Neanche per idea. Sono rientrato a Palermo oggi perché domani mattina riuniamo il primo tavolo politico per lavorare ad una ipotesi di alleanza. Introno al tavolo ci saremo noi di Forza Italia, il Pid, il Partito dei siciliani ma anche movimenti e liste civiche come ad esempio l’avvocato Gaetano Armao che verrà a discutere con noi. e naturalmente abbiamo invitato anche diventerà bellissima di Musumeci e C. ma proprio il fatto che loro si siano già lanciati con un a candidatura ci crea difficoltà politiche con tutti gli altri. ripeto non ho nulla contro Musumeci che è una figura spendibile ma questa fuga in avanti non lo aiuta”.

Dunque il candidato si deve ancora scegliere, ma chi ci sarà intorno a questo candidato?

“Ecco. Il punto è proprio questo. Prima di tutto bisogna definire le alleanze, poi i programmi e alla fine il candidato. Non c’è dubbio, però, che le alleanze dovranno essere chiare da qui alla fine dell’anno. Lasciamo passare anche il referendum ma poi bisognerà scegliere. Se non ci sarà una struttura chiara di alleanze a gennaio andremo avanti con chi ci sta. oltre non si può andare”.

Ma questo centrodestra che potrebbe ‘risorgere’ con Miccichè organizzatore agita la politica siciliana, nel frattempo. un esempio è il ‘fuoco di fila’ giunto dopo la dichiarazione di due giorni fa sul kalashnikov da imbracciare contro l’accordo fra Stato e Regione segnala proprio questa ‘paura di Miccichè’ però, diciamolo, è stata  una frase infelice

“Era solo una battuta e sposo la lettura di Crocetta. Sarà un mitragliatore caricato a fiori. Non so che fiori piacciano a lui. per me può essere caricato a gerani che sono i miei preferito o a rose. Ma faccia lui. confermo, invece, in toto il mio giudizio su Baccei venuto a fare gli interessi di altri ma non certo quelli dei siciliani. E’ come se in una diatriba per il pagamento di una fornitura io scelga di farmi assistere dall’avvocato della mia controparte. Non sarei un folle senza speranza?  Questo è quello che sta succedendo. Roma vuole pagarci un decimo di quello che noi chiediamo e noi ci facciamo assistere da Baccei che è uomo di Renzi. E’ chiaro che lui gioisce per questo accordo: si è spianato la strada per andare a fare il ministro a spese dei siciliani”

 Dunque, riassumendo, vogliamo rifare il centrodestra e si comincia da domani un percorso?

“Ci incontriamo e iniziamo a parlare e in questo senso è bello che si sia parlato anche con Alfano. Il percorso è lungo, candidati non ne sono stati scelti ma bisogna fare qualcosa per salvare la Sicilia che Crocetta ha venduto a Renzi e ai suoi grazie a Baccei. Non possiamo restare fermi a guardare mentre ci tolgono la nostra terra. Chi la pensa così è benvenuto”.

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