Prima di tutto, grazie. Al direttore di Blogsicilia, all’editore ed a tutti voi che ora vi accingete a leggere queste mie note. Questa rubrica ha un titolo surreale: “cose dell’altro mondo”. Dove le “cose” sono i fatti piccoli e grandi che riguardano le vite di tutti noi.

L’altro mondo, invece, non è un pianeta disperso in chissà quale remoto angolo della galassia. L’altro mondo è lo spazio periferico delle nostre società. Geografico, politico, religioso, culturale o generazionale, poco importa. Ho la netta sensazione che continuando a trascurare “l’altro mondo”, in tutte le sue diverse accezioni, rischiamo di creare ancor più macerie di quante ne siano già distribuite nelle nostre vite e nelle nostre città.

Ne parleremo insieme, partendo da un punto di vista semplice: cosa è la periferia rispetto al centro. Concetto che può essere declinato all’infinito, praticamente per ogni tema dello scibile umano. Ma per quel che ci riguarda, “l’altro mondo” che voglio scoprire insieme a voi è l’insieme di luoghi, persone, esperienze che fanno della Sicilia una terra unica al mondo, meravigliosamente seducente quanto terribilmente crudele e cinica quando mostra di sé il volto peggiore. Di casi da raccontare, di spunti e spigolature da leggere in profondità, la cronaca offre ogni giorno una casistica sterminata.

Non voglio nascondere le mie debolezze. La voglia di raccontare tutto ciò che è periferico nasce da un mio impegno personale, neanche tanto distante nel tempo.

Da primo cittadino di Termini Imerese, ho affrontato crisi aziendali, emergenze economiche ed ambientali, drammi personali e collettivi che, purtroppo, spesso non hanno mai avuto un lieto fine. Quella mia esperienza politica ed amministrativa venne interrotta da un’inchiesta giudiziaria, messa definitivamente alle spalle e chiusa con una giusta sanzione pecuniaria che mi consente oggi di tornare a guardare con serenità al futuro. Non poteva essere altrimenti per la mia storia personale e per quella della mia famiglia.

In questi tempi difficili, dove anche tutte le certezze “istituzionali” tremano di fronte alla cronaca giudiziaria – e questo accade sia in Sicilia, sia nel “Continente”- ho sempre pensato che il primo dovere di un cittadino consista nel rispettare il ruolo e il lavoro dei Magistrati. Dovere che diventa imperativo categorico quando sei tu in prima persona a trovarti al cospetto di investigatori ed inquirenti. Non ho alcuna intenzione di minimizzare ciò che mi è accaduto. Perché è facile dirsi legalitari quando si veleggia sull’onda del successo. Più difficile è mostrarsi tali quando ci si trova, anche per fatti compiuti in buona fede, dall’altra parte della barricata. E così ho fatto.

Ho deciso, perciò, di tornare a fare sentire la mia voce, da giornalista quale sono da 22 anni in questo spazio virtuale e pubblico. Non cerco like o condivisioni. Voglio raccontare quel che vedo accadere con gli occhi e l’esperienza di un uomo che ha avuto responsabilità politiche ed amministrative. Specchio della cronaca, questi appunti di viaggio sono a disposizione di chi sia ancora pronto a scommettere il suo tempo per una società migliore.

Partiremo subito dai più deboli. E il primo “altro mondo” che cercherò di spiegarvi – con il prossimo “post” – sarà quello legato alla condizione dei minori e dei giovani in Sicilia. Un contesto segnato da mille contraddizione e foriero di rischi per la nostra società, che non riesce più ad assicurare un futuro certo ai giovani di questa terra. Perché per migliaia di ragazzi siciliani l’altro mondo, potrebbe non essere qui, non più e non qui in Sicilia.