Gli ex Sportellisti Liberi, annunciano a partire dal 1° Maggio alle ore 9.00, un sit in permanente in via Trinacria, sede dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro. Iniziano il primo maggio per ricordare che, ormai da cinque anni, la loro è la sola “Festa del pane negato”.

“Nessun provvedimento che possa solo lontanamente far presagire una soluzione definitiva, finora, è stato messo in atto con chiarezza, se non le solite manfrine in politichese tra luci e ombre” dicono senza mezzi termini in una nota. “La nostra professionalità, riconosciuta persino dal sottosegretario al lavoro in risposta ad una interrogazione alla Camera dei Deputati, già sperimentata e spesa dentro i centri per l’impiego, sembra non essere debitamente tenuta in conto”.

“Lavoratori che hanno servito la pubblica amministrazione per circa quindici anni, fino a quando una cieca e insipiente politica li ha scaricati. Lavoratori, a suo tempo, opportunamente riqualificati, in tema di politiche attive del lavoro, con risorse pubbliche. Uno spreco di capitale umano a vantaggio di nuovo precariato. Nessuna idea o soluzione su come agevolare il reintegro dei cosiddetti “ex sportellisti” nell’ottica d’implementazione dei centri per l’impiego”.

A Palermo è stato detto che mancavano gli strumenti economici, a Roma è stato detto che sarebbe assurdo qualificare altri lavoratori se già esistono. Adesso ci sono leggi e strumenti, dunque per chi manca? Cosa aspettano a dare le dovute risposte alle promesse e, ancor prima delle promesse, ad applicare le innumerevoli leggi a tutela?
Si parla di donne e uomini che lottano da cinque anni, madri e padri con una media di cinquant’anni che si sono ritrovati poveri da un giorno all’altro, si parla di PRECARI MORALI che non hanno nulla in meno degli altri precari, con l’aggravante che, rispetto a loro, non portano un pezzo di pane a casa”.

“Ex lavoratori che, ricordano, sono stati scaricati dai politici e politicanti, che sono stanchi e nauseati di essere ricordati solo nelle innumerevoli campagne elettorali che si sono susseguiti nel tempo. Cinque anni di promesse e tavoli, cinque viaggi a Roma con altrettanti tavoli, che si giunga ad una concreta a fattiva soluzione. Lavoratori che hanno il diritto ad una parola chiara e definitiva da parte di chi ha in mano la loro sorte, continuare con i soliti balletti è disdicevole. Una parola chiara e definita è il minimo che la correttezza impone nei confronti di chi vive il quotidiano dovendosi inventare qualcosa per non far morire le proprie famiglie”.

E a completare la loro disillusione arriva l’accordo sui navigator che sembra escluderli “I “Navigator” affidati ad Anpal Servizi, ops Italia Lavoro, dunque privato, certificano il tradimento del governo nazionale che aveva detto altro – scrive su facebook Adriana Vitale e poi riporta le parole di allora: “Non ha senso andare a qualificare altri lavoratori se ci sono già” togliendoci finanche la possibilità di provarci. Se per il resto dei posti messi a disposizione per la Sicilia in tema si implementazione dei centri per l’impiego, non ci sarà alcuna risposta, certificano il tradimento doppio del governo regionale che aveva detto: “Ci mancano gli strumenti”. Adesso gli strumenti ci sono!”.

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