“Il sito, appena prima della mia audizione in Commissione antimafia regionale siciliana, ha subìto un gravissimo hackeraggio (anzi molto di più e ancora in corso) finalizzato a far credere che io avessi retrodatato quella pubblicazione”. Lo afferma il giornalista Paolo Borrometi, sentito dal Consiglio di disciplina dei giornalisti in merito alla vicenda dell’articolo su laspia.it, relativo all’appello contro lo scioglimento  del Comune di Scicli che è al centro di un durissimo scontro, finito in tribunale, con il presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava. Quest’ultimo sostiene che l’articolo fu inserito successivamente all’audizione di Borrometi in Commissione mentre il direttore de laspia.it giura che il pezzo c’è sempre stato.

La vicenda aveva preso le mosse dalla relazione sul ciclo dei rifiuti della Commissione regionale antimafia che parla di anomalie nella vicenda giudiziaria e amministrativa che ha portato allo scioglimento dell’amministrazione comunale di Scicli.

“Ho fornito prova documentale incontrovertibile che il famoso “appello” contro lo scioglimento di Scicli fu pubblicato il 15 marzo 2015” spiega Paolo Borrometi. Ed è lo stesso giornalista a spiegare come sono andate le cose, almeno secondo lui.

“Volete sapere come si confeziona una trappola? Si entra illegalmente – spiega Paolo Borrometi – in un sito, si prende un articolo del 2015 e lo si elimina. A quel punto se ne crea un altro, di contenuto identico a quello eliminato, e lo si pubblica nel 2020, ma con data 2015 in modo da farmi passare per un imbroglione. Sembra facile, ma servono mani esperte. Ovviamente tutto provato, e non solo questo, e documentato al Consiglio di disciplina e denunciato agli inquirenti, che spero individuino presto (e puniscano duramente) i responsabili”.

Borrometi ritiene che c’è un’altra vittima in questa vicenda: la Commissione antimafia. “Tutto ben studiato, tutto perfetto. Così anche la Commissione – dice Borrometi –  antimafia siciliana è caduta in questa trappola. Una vicenda terrificante. Hanno tentato di distruggere me e prendere per fessi tutti. Fatto sta che, come dissi nell’immediatezza, io quell’articolo lo avevo pubblicato senza ombra di dubbio.Ho basato tutta la mia vita sulla credibilità, tutta. E non avrei permesso a nessuno di sporcarla”.