Un lungo corteo dall’assessorato regionale all’economia di via Notarbartolo fino al Dipartimento lavoro dell’assessorato regionale alla famiglia e al welfare di via Trinacria. Così i 2600 ex Pip hanno manifestato questa mattina a Palermo, bloccando anche indirettamente  la circolazione, per dire un chiaro no ai continui rinvii alla loro stabilizzazione ed alla ‘melina’ che sta mettendo in atto la politica sulla pelle dei lavoratori.

Per loro è stata varata una legge regionale che prevede la stabilizzazione nella Resais, la società partecipata regionale al 100% ormai della Regione ma proprio questa norma è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri ed è pendente il giudizio di costituzionalità. In questo limbo la Regione ha proceduto a singhiozzo al censimento dei lavoratori per il trasferimento in Resais creando apprensione sul futuro di 2600 famiglie.

Oggi, al culmine della protesta, una delegazione è stata ricevuta negli uffici dell’assessorato lavoro. La protesta si è  sciolta solo dopo la convocazione di un incontro ufficiale previsto esattamente fra una settimana all’ufficio provinciale del lavoro

“Ci auguriamo che all’incontro del 12 aprile in via Praga – dice a BlogSicilia Mimma Calabrò segretario generale siciliano della Fisascat Cisl – la Regione, la Resais e tutti gli attori di questa vicenda si presentino pronti a procedere perchè sono ormai trascorse infruttuosamente tutte le scadenze ed i lavoratori non possono essere trattati ancora come palline da ping pong”.

La scelta è caduta sul 12 aprile quale prima data utile per ottenere la presenza di tutti gli attori della vicenda. All’inizio della prossima settimana, infatti, è previsto il passaggio delle consegne in Resais e questo permetterà al nuovo presidente di entrare nel pieno delle sue funzioni e competenze. Venerdì, quindi, è stata invitata anche Resais che deve recitare un ruolo cardine in questa procedura e che, di fatto, diventerà l’interlocutore primario di queste persone.

“Dopo 19 anni di precariato – aggiunge Calabrò – non si può continuare questo tira e molla che svilisce i lavoratori. Troppe volte si è esitato, troppi incontri sono saltati o sono stati rinviati. E’ necessario portare a conclusione questa vicenda con la doverosa stabilizzazione; indicare con chiarezza il percorso ed imboccarlo senza ulteriori indugi o esitazioni”