il caso che divide il web

Sesso in spiaggia a Cefalù, il sindaco “sceriffo” e il video hard

In un mondo paralizzato da guerre e pandemia, cosa è che fa discutere in Sicilia? L’amore sulle spiagge. Nell’epoca social, un attimo di passione irrefrenabile può far discutere tanto. È accaduto a Cefalù, dove una coppia di innamorati, all’alba – quindi senza grandi folle intorno – ha deciso di “fare all’amore” in spiaggia, all’aperto, sotto il cielo e col rumore delle onde del mare. Niente di più romantico e passionale. Ma accade che qualcuno passi di lì per caso e decida (volontariamente) di riprendere tutto col cellulare e mettere il video hard sui social. Apriti cielo! Il sindaco di Cefalù ieri è andato su tutte le furie, denunciando i due amanti focosi, rei – a suo dire – di danneggiare il turismo nella località del Palermitano. “Solo in un mondo al contrario si denuncia chi si ama e non chi filma e diffonde”, scrivono molti utenti su Facebook, condannando l’eccesso di zelo del sindaco “Saro” Lapunzina.

L’intervista al sindaco “sceriffo”

E dalle colonne di Repubblica Palermo, il sindaco “sceriffoRosario Lapunzina, spiega le sue ragioni. Quel breve video girato con un telefonino, diventato virale sui social, non gli va proprio giù. “La gente dopo il lockdown fa come le pare, ma cose inimmaginabili. Frenarli è veramente complicato”, dice nell’intervista. Il primo cittadino una volta ha vestito perfino i panni di vigile urbano. “Davanti alle emergenze non mi tiro indietro e do una mano. Era necessario gestire il traffico su più incroci e non avevamo abbastanza personale in servizio”.

“Non erano turisti”

Dunque i due giovani del video erano due turisti? “Erano due bagnanti”. Qual è la differenza? “Sono turisti mordi e fuggi, vanno via in giornata, al massimo il giorno successivo. E producono un sacco di rifiuti, nei weekend ne raccogliamo 10 tonnellate in più, per noi sono un costo. È stato difficile frenare questa massa”.

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Il video hard? “Per fermarli sarebbe bastata una telefonata al 112. Chi ha diffuso quel video ha sbagliato tanto quanto quei due ragazzi”, ammette.

Il vero problema non risolto

Ma il problema vero di Cefalù non sembra affatto quel video. Per chi arriva qui si trova un tappeto di auto, strade piene, clacson e parcheggi quasi esclusivamente a pagamento e sold out. Altro che buon costume e immagine negativa per il turismo. La vera immagine negativa sembrerebbe il traffico. Quasi impossibile fermarsi al tavolo di un bar a prendere un caffè. “È così tutti gli anni – ribatte Lapunzina – dal 14 al 19 agosto la città si riempie oltre ogni capienza, è difficile da gestire”.

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