Il comitato vespro 2019 invita tutti i palermitani sabato alle ore 16.30 a prendere parte ad un presidio davanti Palazzo Comitini in via Maqueda 100, per riscoprire insieme un ennesimo pezzo della nostra storia volutamente sottaciuto.

Il comitato ricorda: “E’ il 19 ottobre 1944 quando una folla di palermitani disperati si raccoglie a piazza Pretoria e inizia una marcia verso la sede della prefettura, alloggiata al Palazzo Comitini di via Maqueda. Un irrequieto corteo di lavoratori, studenti, disoccupati, senzacasa, tutti esasperati da quattro anni di guerra, impoveriti dalla crisi economica, rovinati dai bombardamenti angloamericani; quella folla chiese pane, casa, lavoro. Prontamente, dalla caserma parte un plotone della divisione Sabauda, forte di 50 soldati armati di bombe a mano e fucili mitragliatori. Il comandante del plotone, Giuseppe Castellano, prima di raggiungere la via Maqueda fa una breve sosta in Questura, verosimilmente per chiedere istruzioni al governo italiano; presidente del Consiglio e Ministro degli Interni ad interim è Ivanoe Bonomi, affiancato da ministri del calibro di Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Benedetto Croce. Ricevute le istruzioni dal governo “democratico”, il plotone si precipita in via Maqueda, carica il corteo e in pochi minuti compie la prima e la più orrenda strage nella storia dell’Italia “liberata”; rimangono uccisi 24 palermitani, tra cui due donne e 15 ragazzi, oltre a 158 feriti molti dei quali moriranno nei giorni successivi“.

La Strage del Pane si spiega con l’ostilità del governo verso il movimento indipendentista, che a quei tempi si batteva con forza per la separazione dall’Italia e che, guarda caso, proprio nel giorno della strage celebrava a Taormina il suo primo Congresso. Due anni dopo la strage, nel 1946, un tribunale militare di Taranto proscioglie tutti i responsabili materiali dell’eccidio; sui mandanti politici nemmeno una parola, mentre si addossa ogni colpa sui separatisti siciliani”, afferma il professore Elio Di Piazza.

Oggi, ad eccezione di una lapide collocata solo qualche anno fa, di quella strage non c’è quasi più traccia né sui libri di scuola, né nella memoria dei siciliani.

“Lo Stato italiano, mentre chiama ripetutamente i siciliani a ricordare la morte di “uomini illustri”, fa di tutto per far calare l’oblio sulle stragi popolari di cui è stato l’artefice. Il Comitato “Vespro 2019” organizza un presidio sotto Palazzo Comitini, per non dimenticare la “Strage del Pane” ma anche per sottolineare che gli attacchi al popolo siciliano non si sono fermati e continuano a colpire i giovani che non trovano lavoro nella propria terra, i tanti lavoratori condannati alla miseria e alla fame, le migliaia di persone uccise dalle emissioni tossiche di fabbriche, discariche e antenne militari”, afferma Antonio Fricano portavoce del Comitato Vespro 2019.