Pronti via, si riparte. Riprende oggi alle 12,00, la discussione a Sala d’Ercole sul disegno di legge delle variazioni di bilancio. I deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana tornano in aula per riprendere il cammino della manovra finanziaria, ma non si riparte da zero: i lavori ricominceranno sulla base del delicato accordo politico siglato la scorsa settimana, che ha profondamente modificato il testo originario attraverso un massiccio piano di stralci.
Come si è arrivati fin qui
Il via libera all’intesa è giunto nei giorni scorsi al termine di una serie di mediazioni che hanno visto in prima linea il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, e il presidente della Regione, Renato Schifani, d’intesa con i capigruppo di maggioranza e opposizione. La forte spinta alla rimodulazione del testo è nata a seguito degli incontri svoltisi a Palazzo Reale tra Galvagno e le delegazioni dei comparti produttivi siciliani, duramente colpiti dal caro-prezzi e dalla crisi energetica.
Per sbloccare l’impasse e dare risposte immediate alle categorie, le forze politiche hanno concordato un “maxistralcio” radicale: circa 50 norme (52 per l’esattezza ma potrebbero arrivare a 55) sono state espunte dalla manovra (per un totale di 136 milioni di euro di spese micro-settoriali) per essere rinviate alla prossima legge di stabilità. Le risorse così liberate sono state immediatamente dirottate verso i settori produttivi in emergenza.
La prima faccia della medaglia: i fondi ai settori produttivi
Il tesoretto recuperato con i tagli servirà a dare immediato ossigeno al tessuto economico dell’Isola e a potenziare alcuni servizi essenziali. L’accordo siglato prevede nel dettaglio:
- Settore cerealicolo: Assegnazione di 15 milioni di euro.
- Autotrasporti: Stanziamento di 15 milioni di euro.
- Marinerie: Intervento da 9 milioni di euro.
- Servizi Asacom: 6 milioni di euro destinati all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli studenti con disabilità.
- Carburante agricolo: 6 milioni di euro per contrastare il caro-gasolio nelle campagne.
L’altra faccia della medaglia: la scure sui giovani e sui territori
L’intesa politica ha però un risvolto pesante, derivante dalla cancellazione di decine di articoli. A pagare il prezzo più alto della pulizia del testo, definita anche sotto la pressione del Movimento 5 Stelle contro le cosiddette “norme-mancia”, sono soprattutto le nuove generazioni.
Tra i principali tagli inseriti nell’accordo si registrano:
- Misure per i giovani e “cervelli in fuga”: Cancellati i tirocini universitari straordinari, il “reddito di merito” (il bonus da 400 euro per libri di testo a studenti con medie alte), i bonus da mezzo milione per le imprese agricole giovanili o femminili e le premialità nei bandi regionali per chi assumeva under 30. Salta anche la riserva del 40% del fondo contro lo spopolamento per i piccoli comuni.
- Enti locali e agricoltura: Cancellati i 19 milioni di euro inizialmente destinati a cantine sociali e consorzi di bonifica.
- Sicurezza e ambiente: Stop ai 3 milioni per la videosorveglianza dei viadotti e a 1 milione per la regolarizzazione del demanio forestale.
- Norme bandiera e interventi locali: Cancellato il finanziamento da 2 milioni per le storiche tonnare, i 3 milioni per micro-interventi culturali sul territorio e la “Via dei Normanni”, misura turistica targata Forza Italia. Salta pure il contestato capitolo da 20 mila euro per il reinserimento e lo “stipendio” dei detenuti.
Da mezzogiorno la parola passa all’aula di Sala d’Ercole per capire se l’accordo di massima reggerà alla prova del voto e dei restanti emendamenti.



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