Siamo fortemente preoccupati per le sorti dei 1382 lavoratori della Reset – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – Il 5 novembre abbiamo incontrato l’Amministratore Unico che ha rappresentato la situazione in cui si versa la Società. Se da un lato, infatti, i conti della Reset sono stati in linea con le previsioni, dall’altro il piano industriale 2019-2021 prevederebbe già delle perdite. Una situazione altamente contraddittoria che non fa presagire nulla di buono. Temiamo per le sorti dell’azienda che, secondo quanto illustratoci, potrebbero non essere longeve”.

“Ne abbiamo già vissute di tutti i colori – dichiara Antonello Collosi coordinatore aziendale Reset della Fisascat – Anni durissimi, per noi lavoratori, quelli del fallimento di Gesip, seguito dai 30 mesi di cassa integrazione. Il transito in Reset, avvenuto il 1 gennaio 2015, avrebbe dovuto farci superare i periodi bui. Reset sembrava essere la panacea di tutti i mali. E, invece, in barba a tutti gli impegni assunti, dopo 5 anni attendiamo ancora l’ulteriore step che porti al contratto a tempo pieno che ci dia dignità lavorativa al pari dei lavoratori delle altre società partecipate comunali. Soltanto dopo 5 anni siamo arrivati ad un contratto part-time di 32 ore strutturali. Stiamo, tuttavia, parlando di circa 800€ al mese per ogni dipendente, incluso il Bonus Renzi e la quota parte di quattordicesima remunerata mensilmente”.

Passano gli anni – aggiunge la Calabrò – e Reset continua a chiedere ancora sacrifici ai lavoratori. Non ultima la scelta unilaterale e, dunque, senza alcun preventivo confronto con i rappresentanti sindacali, della programmazione delle ex festività soppresse e ROL (riduzione orario di lavoro, ndr), depauperando di fatto i lavoratori di possibili ulteriori risorse economiche. Non dimentichiamo che trattasi di lavoratori per lo più monoreddito sui quali tali scelte possono avere anche delle refluenze negative sulle esigue economie delle famiglie. A rendere ancor più pesante la situazione, i continui acconti sul pagamento degli stipendi. Dove arriveremo? Chiudere l’anno con i conti in equilibrio non è sinonimo che le cose vadano nel verso giusto! I lavoratori sono ormai allo stremo”.

“Chiediamo al Sig. Sindaco di Palermo di farsi parte attiva per invertire questa tendenza. Apprendiamo di buon grado la possibilità di un’ulteriore mobilità interaziendale, anche alla luce dei positivi risvolti che, in passato, la procedura ha avuto sui lavoratori transitati nelle altre partecipate. Ma di certo non si può non tener conto delle necessità dei dipendenti che continueranno a prestare servizio in Reset. Rivendichiamo, pertanto, l’esigibilità degli accordi sindacali sottoscritti che prevedevano, tra le altre, l’incremento orario e risorse strutturali per Reset. Auspichiamo, pertanto, – conclude la sindacalista – che nel corso dell’incontro che il Sindaco ha convocato a Palazzo delle Aquile per giorno 9 con le Confederazioni Cgil, Cisl, Uil e le proprie categorie, si possa fare chiarezza e dare, ai lavoratori, prospettive di sviluppo concrete in modo che la Cenerentola delle società del Comune di Palermo possa avere le stesse peculiarità del resto delle altre partecipate”.