Una marcia per non dimenticare Giuseppe Liotta, il pediatra di 40 anni, che ha perso la vita nell’alluvione che ha colpito il palermitano nella notte tra il 3 e il 4 novembre di un anno fa. Si stava recando all’Ospedale dei Bianchi di Corleone, ma dai suoi piccoli pazienti non è mai arrivato, fermato dal maltempo.

Acqua e fango trascinarono il corpo di Liotta lontano da dove venne trovata la sua auto. Furono giorni di ricerche, di appelli, di disperazione e di speranza ma alla fine ci si dovette fermare davanti al ritrovamento del cadavere.

Questa mattina si è svolto il “Cammino per non dimenticare”. La partenza è avvenuta intorno alle 9 da piazza Falcone e Borsellino, a Corleone, e si è raggiunto l’albero di ulivo, piantato dai medici dove venne ritrovata la sua auto, che è stato benedetto dopo una messa in ricordo di Liotta.

Presenti i familiari, gli ex colleghi e i volontari che supportarono le operazioni anche di notte, soprannominati “Angeli del fango”, alcuni dei quali hanno organizzato la marcia di questa mattina.

Sempre quella notte a Casteldaccia morirono in 9 rimasti intrappolati in una villetta abusiva nel piccolo centro nel palermitano. L’acqua del torrente Milicia che si è ingrossato dopo le piogge ha invaso la casa non lasciando scampo a nove persone dentro l’abitazione. Oggi per ricordare le vittime è stata celebrata a Palermo nella parrocchia Madonna di Lourdes alla Zisa.

Il fiume di fango e acqua travolse la villetta presa in affitto dalla famiglia di Giuseppe Giordano a Casteldaccia.

Quella sera morirono la moglie Stefania Catanzaro, 32 anni, il figlio Federico di 15 anni, e la piccola Rachele di 1 anno, i genitori di Giordano, Antonino di 65 anni, e la moglie Matilde Comito di 57; ed ancora, la sorella Monia Giordano, 40 anni, il figlio della donna, Francesco, di 3 anni, il fratello di Giuseppe Giordano, Marco, 32 anni, oltre alla nonna del piccolo Francesco, Nunzia Flamia, di 65 anni.

Gli unici a salvarsi, furono oltre a Giuseppe Giordano, commerciante, aggrappatosi ad un albero per sfuggire alla furia dell’acqua, la figlia Asia oggi 12 anni, il cognato Luca Rughoo, la nipote Manuela, coetanea di Asia, che erano usciti per andare a comprare i dolci.