Sciopero ad oltranza è questa l’arma scelta dai cinquecento lavoratori degli ipermercati Fortè della Meridi di Nino Pulvirenti. Dopo l0 stop all’operazione di cessione di cinquantasei punti vendita al gruppo Apulia, fino a quando non ci sarà un cambiamento della situazione e delle risposte chiare e concrete, le saracinesche rimarranno abbassate.

Oltre all’incertezza sul futuro, sul piatto della vertenza ci sono presente e passato, nel concreto i lavoratori vantano diverse mensilità di arretrato. E i dipendenti ormai non possono reggere più l’impatto di questo ulteriore stop alle trattative.

“Qui stiamo parlando di lavoratori nella maggior parte dei casi mono reddito – spiega a BlogSicilia Mimma Calabrò alla guida della Fisascat Cisl Sicilia -. Ci sono storie di persone che hanno serie difficoltà ad andare avanti, gente che lavora anche da oltre vent’anni nei supermercati,  magari ha aperto anche un mutuo confidando nella sicurezza di un lavoro che adesso non c’è. Per questo come Fisascat insieme Filcams e Uiltucs abbiamo deciso di proclamare questo sciopero nell’attesa che qualcosa si sblocchi. In prima analisi chiediamo a Meridi di pagare gli arretrati e in secondo luogo attendiamo il 7 gennaio quando il Tribunale dovrà decidere se mettere in amministrazione straordinaria la società. Senza questo passaggio la trattativa con il gruppo Apulia non potrà riprendere”.

Insomma fino a questo momento una situazione bloccata, destinata a rimanere tale per tutte le festività natalizie visto la trattativa si è interrotta dopo il no del tribunale al piano di ristrutturazione del debito.

Un Natale veramente triste che non può far pensare anche a tutte le altre vertenze e ai tanti posti di lavori in bilico nell’Isola. Una per tutte che tiene il fiato sospeso i sindacati riguarda i novecento dipendenti del gruppo Auchan distribuiti in Sicilia su cinque ipermercati. La cessione al gruppo Conad si può dire fatta ma non si conosce chi sarà l’associato a cui andranno le strutture, quindi tutto in corso di definizione.

“Su questa vicenda – conclude la Calabrò –  chiediamo chiarezza e trasparenza oltre ad un piano industriale ben definito. Sappiamo soltanto e questo ci tiene in preoccupazione che stanno dimezzando le superfici degli ipermercati”.