Il tavolo istituzionale tenutosi oggi al ministero del Lavoro riguardo il futuro dei lavoratori della sede di Palermo del call center Almaviva Contact “è stato solo un incontro interlocutorio, ci siamo dati appuntamento alla prima settimana di settembre per riaggiornarci”. Così il segretario nazionale della Uilcom, Pier Paolo Mischi, al termine della riunione, segnalando quindi che per i 1.600 lavoratori a rischio esubero (sui circa 3.000/3.500 della sede di Palermo) non ci sono al momento grandi novità.

“Invitiamo i committenti a riflettere in maniera fattiva e a trovare soluzioni per evitare l’apertura di procedure formali”, ha continuato Mischi. E tornando in generale al settore dei call center e alle sue problematiche, il sindacalista ha aggiunto “credo sia giusto che il ministro Di Maio sia nelle condizioni di darci delle risposte – visto che in questo settore mancano ormai da tempo – nessuna risposta è, infatti, ancora arrivata sul reshoring, così come sul rispetto delle tariffe minime e sul costo del lavoro. Chiediamo risposte certe”.

“Incremento del lavoro, riduzione degli ammortizzatori sociali e riordino del settore dei call center”. Queste le proposte della UilCom Sicilia, guidata da Giuseppe Tumminia. “Anche oggi il nostro giudizio è negativo – afferma il sindacalista – Siamo consapevoli che non ci sono soluzioni immediate e che i tempi sono stretti, ci aspettavamo che il governo nazionale garantisse però la non apertura delle procedure di licenziamento attraverso un rapporto trasparente con i committenti Tim e Wind, di cui non abbiamo notizie”.

“Ancora una volta registriamo un nulla di fatto. Di Maio anche questa volta non ha partecipato al tavolo e non è stata individuata una soluzione per scongiurare a fine settembre le procedure di licenziamento per 1.600 persone”. Lo dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo, Maurizio Rosso.

“Si fermi questa gara al massacro, licenziare è da irresponsabili, non possono essere sempre i lavoratori a pagare. Ognuno si faccia carico delle proprie responsabilità”. “Al tavolo – aggiunge Rosso – i rappresentanti del Mise hanno chiesto all’azienda di rimandare le procedure di licenziamento e di proseguire con gli ammortizzatori sociali. Ma Almaviva sostiene che non è più possibile continuare con gli ammortizzatori. Questo governo non riesce a capire quale è il vero problema del Mezzogiorno. Serve un impegno concreto per creare occupazione non le mance degli ammortizzatori sociali”

“Il governo regionale è accanto e insieme ai lavoratori per la salvaguardia dei livelli occupazionali di Almaviva Palermo”. Lo ha detto Antonio Scavone, assessore regionale del Lavoro.

“Intervenendo come governo regionale all’incontro – ha proseguito Scavone – abbiamo chiesto al governo nazionale, in un momento di grande crisi occupazionale e in particolare nel settore dei call center, impegni concreti per evitare i licenziamenti annunciati dall’azienda, nonché interventi strutturali rivolti alla risoluzione delle difficoltà di tutta la filiera del comparto dell’information technology sulla quale, è bene ribadirlo, è necessario altresì che gli enti preposti vigilino al fine di una corretta applicazione del costo del lavoro. Non è più il momento di interventi tampone, bensì di soluzioni che garantiscano il mantenimento dei già ridotti livelli occupazionali. Certamente questo governo regionale non consentirà che la Sicilia possa essere considerata una prateria di scorribande speculative”.

“Di Maio continua a disertare i tavoli Almaviva. Continua a giocare sulla pelle di 1600 lavoratori che da settembre rischiano di restare in mezzo a una strada. È un irresponsabile, un incompetente pericoloso”. Lo dice il senatore del Pd, Davide Faraone che la scorsa settimana aveva incontrato, insieme alla senatrice Teresa Bellanova, sindacati e lavoratori Almaviva.

“Dopo aver disertato il primo tavolo perché impegnato in una diretta Facebook – aggiunge – oggi ha fatto il bis. Ed intanto settembre si avvicina e dal suo ministero nessuna soluzione strutturale, nessun segno di vita, nessuna speranza per migliaia di lavoratori. A loro voglio dire che non c’è più tempo e che noi siamo al loro fianco, disponibili, oltre che a denunciare nelle sedi parlamentari questa vergogna, a sostenere ogni iniziativa che i sindacati e i lavoratori vorranno intraprendere in queste ore”.