Sono a rischio di infiltrazione mafiosa i fondi del Pnrr destinati alla Sicilia. Lo ha affermato a Siracusa il presidente della Commissione parlamentare regionale antimafia, Claudio Fava, a margine dell’incontro avvenuto stamane in Prefettura per l’emergenza criminalità, scaturita da una catena di intimidazioni ai danni delle attività commerciali della città, culminate con l’esplosione di bombe.

L’allarme del presidente dell’Antimafia regionale

Fava, accompagnato anche dai deputati Rossana Cannata e Stefano Zito, ha lanciato l’allarme, denunciando i piani della criminalità per mettere le mani sui finanziamenti pubblici destinati alla ripresa dopo la pandemia. “La spesa pubblica che sarà incrementata con i fondi del Pnrr è a rischio di infiltrazione mafiosa in Sicilia”.

Le strategie della mafia

“La mafia-  ha detto Fava- fa poco clamore per farsi soggetto imprenditore, capace di produrre profitti. Infatti, ci sono inchieste a Catania, Trapani, Palermo e Siracusa che ci danno preoccupazione ma al tempo stesso dimostrano l’attenzione delle istituzioni. Ma proprio in questa Prefettura, a Siracusa, ho ritrovato un fatto estremamente positivo: la sinergia tra le forze dell’ordine e le Istituzioni, come nel caso della Tech srl”.

La vicenda Tech

L’impresa, nel dicembre del 2019,  vinse il bando del Comune di Siracusa con base d’asta di 118 milioni di euro, 9 milioni in meno rispetto a quello del 2014 ma dopo il provvedimento della Prefettura l’amministrazione di Palazzo Vermexio guidata dal sindaco Francesco Italia decise di assegnare il servizio alla Tekra, la cui offerta era stata valutata come seconda. I legali si rivolsero al Tar di Catania che, però, respinse la richiesta di sospensiva.  L’interdittiva si poggiava  sulle relazioni delle forze dell’ordine, carabinieri, polizia e guardia di finanza, in merito a presunte connivenze con la criminalità organizzata.