Ad Avola non si parla d’altro. Nei giorni scorsi una spaccatura ha squarciato l’asfalto del lungomare e da allora continua ad allargarsi e a sprofondare. E le foto della voragine hanno fatto il giro dei social e della chat, creando non poche apprensioni nei cittadini che si chiedono se sono al sicuro. L’amministrazione comunale, sotto la guida del sindaco di Fratelli d’Italia, Rossana Cannata, ha transennato la strada che è chiusa al traffico.

Il piano del Comune

Il punto del cedimento si inserisce in un quadro di interventi sul fronte mare. Il piano, secondo quanto emerge dagli atti della Regione siciliana, prevede la difesa costiera su circa 4,5 chilometri, da Marina di Avola a nord di Capo Negro: chiodatura della falesia, imbragature, barriere paramassi e una massicciata radente contro l’erosione, per circa 8 milioni di euro. Poi le spiagge, con i cantieri dopo i danni del ciclone “Harry” e delle mareggiate, e i nuovi collegamenti verso il mare: l’asse SS115-viale Pertini-lungomare (3,8 milioni di fondi FSC, progetto esecutivo del 2025) e la strada tra viale Indipendenza e viale Elsa Morante. Il totale supera gli 11 milioni.

I lavori in piazza Esedra

E poi ci sono gli interventi in piazza Esedra non distante da dove è avvenuto il cedimento. L’intervento di riqualificazione pedonale e ciclabile, con la sistemazione del litorale di via Labriola, vale circa 676.500 euro, di cui 444.000 della Regione. È nata così la “Terrazza Stella del Mare”, con fronte mare pedonale, nuova rotatoria e limite di 30 km/h. Lavori preliminari a novembre 2025, inaugurazione nel luglio scorso.

La versione del sindaco Cannata

Il sindaco Rossana Cannata riferisce di approfondimenti “sullo stato della frana e sull’azione del mare, con il supporto di geologi specialisti”. Il quadro tecnico, spiega, è stato fornito dal professor Castelli, consulente del direttore regionale della Protezione Civile Salvo Cocina, e dai tecnici del Genio Civile, intervenuti a supporto degli uffici comunali. Hanno individuato “come causa presumibilmente preponderante l’azione del mare, resa ancora più intensa dalle violente mareggiate, e rilevando in particolare il fenomeno del sifonamento”. In termini generali, il sifonamento è l’acqua che, filtrando, porta via il materiale fine dal terreno e scava vuoti sotto la superficie.

Cosa si sta facendo

Sul campo, aggiunge il sindaco, “sono già iniziati i lavori di sbancamento della parte franata e, contemporaneamente, sono in corso gli interventi per realizzare le opere di protezione sulla battigia”. Cannata sottolinea anche di essere intervenuta di persona nei sopralluoghi. Ma la formula resta cauta: “presumibilmente”.

La lettura dell’architetto e le voci critiche

Sui social interviene l’architetto Enzo Insolia (ArkDesign): “Analizzando le lesioni visibili sul marciapiede viene fuori un serio problema strutturale: cedimento del terreno sotto le fondazioni, la politica in questo caso non c’entra può solo organizzare in tempi brevi la messa in sicurezza ed i lavori di ristrutturazione”. È una valutazione fatta sulle lesioni visibili, non una perizia.

Più dura la denuncia del M5S, con Carlotta Pernagallo, che su La Sicilia ha sostanzialmente spiegato  come il crollo nasca da dieci anni di mancata manutenzione e mancato consolidamento della scogliera, con l’accusa di aver snobbato i fondi Pnrr sulla tutela del territorio.

Domande anche dall’associazione La città che vorrei, che premette di non poter muovere rilievi senza documentazione tecnica. Chiede un Consiglio comunale aperto e quali interventi di consolidamento siano stati fatti nei 14 anni di amministrazione Cannata. Chiede inoltre se i lavori di piazza Esedra abbiano alterato il deflusso delle acque e su cosa poggi la terrazza, con la pubblicazione del progetto esecutivo. Al Genio Civile domanda una relazione di stabilità sull’origine, naturale, legata ai lavori o dovuta a incuria.

La replica del sindaco

Il sindaco respinge il terreno politico: “Cercare oggi responsabilità politiche di fronte a fenomeni naturali di questa portata appare davvero strumentale: la politica non ha poteri magici sugli eventi meteo-marini, ma ha il dovere di intervenire con tempestività”. Parla di “polemiche sterili mentre serve serietà e competenze” e rivendica di rispondere “con i fatti, con i tecnici sul campo e con gli interventi già in corso”.