Mentre migliaia di spettatori si preparano a raggiungere il Teatro Greco di Siracusa per assistere a “I Persiani” di Eschilo, il Comitato Siracusano per la Palestina sceglie di portare davanti all’ingresso della cavea la propria protesta contro la guerra a Gaza e quello che definisce “il genocidio del popolo palestinese”.
Il presidio
Il 13 e il 14 giugno, in concomitanza con la prima e la replica della tragedia organizzata dalla Fondazione Inda, gli attivisti daranno vita a un presidio con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico delle rappresentazioni classiche su quanto sta accadendo in Medio Oriente. Una scelta che il comitato rivendica come fortemente simbolica.
Il significato della tragedia
“I Persiani” – fanno sapere dal Comitato siracusano per la Palestina – è infatti l’unica tragedia greca giunta fino a noi che non racconta vicende mitologiche ma un fatto storico contemporaneo all’autore: la sconfitta dell’impero persiano nella battaglia di Salamina del 480 avanti Cristo. Un’opera che mette in scena il dolore dei vinti, le conseguenze della guerra e il prezzo umano dei conflitti.
Il pensiero a Gaza
Per il Comitato Siracusano per la Palestina, proprio mentre il pubblico riflette su una delle più celebri rappresentazioni della tragedia della guerra, non si può ignorare ciò che accade oggi nella Striscia di Gaza. Da qui la decisione di utilizzare la visibilità di uno degli appuntamenti culturali più importanti del Mediterraneo per accendere i riflettori sulla questione palestinese e chiedere una presa di coscienza dell’opinione pubblica. L’appuntamento è fissato davanti all’ingresso del Teatro Greco a partire dalle 18, poco prima dell’inizio degli spettacoli.






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