Legambiente Sicilia ha chiesto alla direzione generale dell’Asp di Siracusa la documentazione completa relativa agli interventi eseguiti all’ospedale di Siracusa, al centro di una catena di contagi che ha interessato almeno 5 reparti e colpito medici, infermieri, personale sanitario e pazienti. L’associazione ambientalista intende, insomma, conoscere la situazione, sotto il profilo sanitario ed ambientale, nella struttura della città e quali provvedimenti sono stati adottati per contenere l’epidemia.

Tra le richieste, formulate in una lettera inviata ai vertici dell’azienda sanitaria,  c’è l’acquisizione”degli atti adottati dall’Asp per evitare il propagarsi – si legge nella lettera di Legambiente – del contagio in questa situazione di oggettiva difficoltà, con specifico riferimento all’adozione di quelle prescrizioni adottate dall’1 marzo 2020 alla data di ricezione della presente, idonee a garantire il distanziamento effettivo tra i pazienti che si recano al Pronto Soccorso per sospetto di contagio da Covid-19 e coloro che ivi si recano per ragioni diverse dall’epidemia”.

Ed ancora, “il numero degli operatori sanitari contagiati, con l’indicazione dei reparti in cui hanno lavorato inclusi i medici di base, i dispositivi di protezione distribuiti anche nelle RSA; i dispositivi di protezione dei flussi da e verso le residenze degli anziani; i provvedimenti adottati per l’attuale situazione dei reparti di Oncologia e Geriatria, e
di quelli interessati dal contagio, per i quali è stato disposto “il blocco dei ricoveri” a seguito di ulteriori contagi; il numero dei soggetti asintomatici che hanno attivato l’isolamento domiciliare con sorveglianza attiva; le misure attuative adottate per la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva; lo stato di approvvigionamento di strumenti e apparecchi sanitari, dispositivi medici e di protezione individuali; il “Piano per la realizzazione della rete dedicata di gestione dei pazienti affetti da Covid-19 nell’ASP di Siracusa”; i provvedimenti adottati in relazione ai presidi medici individuali; i laboratori a cui è affidato il compito di analizzare i tamponi, i tempi per effettuarli
e la comunicazione dell’esito; le misure precauzionali adottate nei confronti di chi chiede il tampone perché
avverte i sintomi del coronavirus;il numero dei deceduti in terapia intensiva in ospedale ed il numero dei deceduti in
casa”