Sono almeno 300 i braccianti stranieri che vivono in condizioni igieniche precarie nella baraccopoli di Cassibile. Da oltre un mese è questa la loro casa quando tornano dalle lunghe giornate di lavoro trascorse nelle aziende agricole della zona per la raccolta della patata. Parte di loro, come denunciato dai sindacati,  è irregolare ma in soccorso è intervenuto il decreto del Governo, voluto dal ministro Bellanova, che ha previsto una sorta di sanatoria. Molti, però, non sono a conoscenza del provvedimento, altri, invece, non si fidano, e così nella baraccopoli si è presentata una delegazione di avvocati appartenenti all’associazione Als, associazione lavoratori stranieri del Movimento cristiano lavoratori Sicilia, che hanno illustrato ai braccianti l’opportunità della regolarizzazione.

“Lo Stato lo sa che c’è tanta gente che lavora nei campi e viene sfruttata. Questa è un’opportunità. E questa è un’utenza telefonica completamente gratuita che vi permette di prendere un appuntamento telefonico e spiegare la vostra situazione” è l’appello lanciato nel corso della loro visita, durante la quale sono stati consegnati dei moduli e date informazioni sulle procedure per la regolarizzazione della loro posizione.

“Siamo venuti a Cassibile, perché è uno – spiega Paolo Ragusa, presidente dell’Als Mcl – dei luoghi simbolo della emarginazione e della ghettizzazione del lavoro straniero al quale si nega ogni forma di dignità. Il nostro obiettivo  è stato quello di offrire tutte le opportunità proposte dalla nuova leggere sulla emersione del lavoro sommerso. Quindi dare ai lavoratori stranieri e agli imprenditori, quali datori di lavoro, il supporto necessario per avviare questo percorso.E ci tengo a ribadire –conclude Paolo Ragusa- che la nostra presenza a Cassibile serve anche a dare continuità all’impegno di Mcl nazionale nella lotta e il contrasto al fenomeno del caporalato”.

“Fra le tante informazioni fornite ai lavoratori stranieri di Cassibile, le maggiori sono state quelle palesate dai richiedenti asilo che hanno un permesso di soggiorno di scaduto e si trovano nella volontà di riaverne uno in regola, per poter avere un regolare contratto di  lavoro” dicono Angela Maria Piticchio e Maria Giovanna Bertolami, operatrici legali.