Sono stati condannati a 93 anni di reclusione i 7 imputati del processo Eclipse celebrato con il rito abbreviato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga ad Avola, nel Siracusano.

Le sentenze sono state emesse dal gup del tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, al termine della camera di consiglio:  9 anni e 4 mesi per Sebastiano Amore, detto “Iano bum bum”, 37 anni, Giuseppe Tiralongo, detto “Peppe Sobà”, 31 anni; Gianluca Vaccarisi, detto “Luca Pappaconi”, 24 anni,  Paolo Nastasi, 36 anni, Giovanni Di Maria, detto “Gallina”, 30 anni; 10 anni per Corrado Vaccarella, 25 anni; 18 anni per Corrado Lazzaro, 32 anni.  Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Natale Vaccarisi, Puccio Forestiere, Alvise Troia, Maria Caltabiano, Salvo Pappalardo, Anna Maria Campisi e Salvatore Leotta.

Nell’inchiesta, condotta dai carabinieri e dai magistrati della Dda di Catania, finirono altre sette persone che, però, hanno scelto di farsi giudicare con il rito ordinario. Sono sotto  processo Paolo Zuppardo, Monica Campisi, Giuseppe Capozio Junior, Concetta Cavarra, Vincenzo Di Stefano, Paolo Liotta e Davide Nobile (difesi dagli avvocati Natale Vaccarisi, Antonino Campisi e Maria Caltabiano).

Le indagini hanno avuto inizio nel febbraio del 2017 dopo l’esplosione di alcuni colpi di pistola contro un cantiere edile di Avola per la costruzione di una clinica privata. Un episodio che ha consentito agli inquirenti di risalire ai 4 autori dell’avvertimento, tratti in arresto per estorsione, detenzione illegale di armi e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso.

Gli accertamenti compiuti sul conto dei 4 hanno poi permesso ai militari della Compagnia di Noto, di individuare un gruppo che si sarebbe occupato, in modo strutturato, di estorsioni e commercio di droga. L’ipotesi degli inquirenti è che dietro ci sarebbero gli interessi del clan Crapula di Avola.

Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno sequestrato circa 2 chili di sostanza stupefacente tra marijuana, hashish e cocaina, che la presunta banda avrebbe avuto a disposizione grazie ai canali di rifornimento individuato a Siracusa, Catania e Palermo.