• Operazione antidroga della polizia in via Algeri
  • E’ ai domiciliari Cristian Gugliotta
  • Trovata cocaina nella sua disponibilità

E’ ai domiciliari Cristian Gugliotta, siracusano, finito in un’operazione antidroga della polizia di Siracusa su un traffico di droga nella zona di via Algeri, a Siracusa. Nel corso di un blitz,  scattato nella tarda mattinata, gli agenti della Squadra mobile hanno rinvenuto cocaina ed altre tipologie di sostanze stupefacenti, che sono state poste sotto sequestro dalle forze dell’ordine.

Processo per direttissima

L’uomo, difeso dall’avvocato Junio Celesti, si sottoporrà nelle prossime ore al processo per direttissima e la prima udienza si terrà a breve al palazzo di giustizia.  Non è stato un arresto casuale, nei giorni scorsi gli agenti avevano preso delle informazioni sul conto di Gugliotta ed avrebbero saputo di un giro di droga in cui sarebbe coinvolto, per cui, temendo che quel quantitativo potesse sparire, hanno deciso di entrare in azione, presentandosi nella sua abitazione.

Il traffico di droga in via Algeri

Via Algeri è una delle principali piazze dello spaccio della città, sede operativa, secondo i magistrati della Procura distrettuale antimafia di Catania, di una banda, finita,  un mese e mezzo fa in un’operazione, conclusa dai carabinieri con 31 misure cautelari.

Le famiglie a capo dello spaccio

Le indagini, avviate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo nel novembre 2018 e proseguite fino al luglio 2019 hanno permesso di svelare, attraverso le intercettazioni e le microtelecamere, l’esistenza di un sistema criminale, capeggiato da Maximiliano Genova, catturato a Malta dove si era rifugiato, composto da tre nuclei familiari (Cacciatore, Linares e Fortezza) Il denaro accumulato con la vendita di cocaina, hashish, crack, e marijuana, oltre ad arricchire il capo del sodalizio, sarebbe stato utilizzato per nuovi approvvigionamenti e per pagare gli stipendi dei corrieri, staffette e spacciatori al dettaglio.

Spaccio nelle palazzine

Lo spaccio avveniva all’interno dei portoni e negli androni interni alle scale delle case popolari, con gli accessi protetti da cancelli costruiti abusivamente dagli spacciatori, così da impedire o ritardare irruzioni da parte delle forze dell’ordine.