Tre giovani gelesi (due minorenni e un maggiorenne), studenti di una scuola superiore della città, sono stati raggiunti rispettivamente da ordini di permanenza domiciliare, i primi due, e il terzo di divieto di avvicinamento all'extracomunitario.
La querela fa riferimento a due interviste rilasciate da Enzo Guidotto, ex consulente della commissione antimafia, e pubblicate sul canale youtube della testata riguardanti il caso Montante.
L'accusa ha rilevato come i giornalisti Basso e Lombardo già dal 2009 sarebbero stati vittime di diversi accessi abusivi all'anagrafe giudiziaria da parte di uno degli imputati, Marco De Agelis, funzionario della Questura.
Taormina parla di "una chiara situazione di imperiosa sopravvenienza mafiosa nel campo della imprenditoria che intende vendicarsi dell'annientamento di ogni forma di infiltrazione e ricatto della criminalità conseguito dalla magistratura nissena con Antonello Montante in una lotta durata oltre 10 anni".
Tra le cause che, secondo Taormina, legittimerebbero il trasferimento del caso ad altra sede giudiziaria c'è la mancata scarcerazione di Montante sollecitata nei giorni scorsi dalla difesa.
I poliziotti erano accusati di concorso in calunnia: avrebbero costruito ad arte a tavolino una finita verità sulla fase esecutiva della strage imbeccando falsi pentiti come Vincenzo Scarantino e costringendoli ad accusare persone, poi rivelatesi innocenti.
Il tutto nasce da una verifica fiscale eseguita nei confronti della società, che ha permesso di portare alla luce un'evasione fiscale commessa tra il 2013 ed il 2015.
La figlia del magistrato Paolo Borsellino, ucciso con cinque uomini della scorta, ha risposto alle domande del procuratore Amedeo Bertone e del pm Gabriele Paci.
In attesa delle decisioni del magistrato, gli è stata inflitta la sanzione amministrativa di 6.500 euro e l'obbligo di adempiere alle prescrizioni ambientali.
E' risultato che degli ultimi 600 decessi, 100 sono avvenuti per mesotelioma e figurano così ripartiti: 20 per l'area industriale di Gela, 25 in quella di Priolo, 20 a Milazzo, 30 ai cantieri navali di Palermo, tre a Termini Imerese tra i dipendenti di un'azienda che produce abbigliamento ignifugo, e due tra i dipendenti di una ditta di San Cataldo (Cl) che costruiva serbatoi e vasche in cemento-amianto.