Secondo l'accusa i tre, insieme a complici processati e condannati in abbreviato, avrebbero taglieggiato i titolari di una ditta di trasporti di Bagheria.
"Basta Lo Piccolo, basta Biondino, andate via dal nostro quartiere. Salvini occupati delle emergenze, quelle vere, sei il ministro della nostra sicurezza. La pacchia deve finire per questi schifosi padrini”.
L’iniziativa è in programma questa sera alle 20,30 in piazza Bologni a Palermo, davanti alla “Spirale della Vita”, l’installazione realizzata dall’artista veneto Gianfranco Meggiato in memoria delle vittime di Cosa nostra.
I tre sono indagati per estorsione aggravata dall'appartenenza alla cosca mafiosa Santapaola-Ercolano. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra 'antiracket' della squadra mobile in quasi 20 anni i tre si sarebbero alternati nell'incassare il 'pizzo' dalla vittima.
Una vera rivoluzione nell'atteggiamento omertoso finora tenuto dalle vittime che non avevano neppure denunciato le intimidazioni subite. In tutto le estorsioni accertate dalla dda sono state 27
"Dall'inchiesta emerge anche un tentativo di organizzare nuovi centri di accoglienza per migranti: non è andato in porto perché non si sono completati gli iter. Ma la vicenda conferma come in un settore in cui arrivano soldi pubblici per l'accoglienza l'interesse di alcune aree di Cosa nostra è particolarmente attivo".
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Redazione
i titolari minacciati e costretti a pagare 1000 euro al mese
La mano lunga della malavita organizzata sui locali della movida catanese. I titolari costretti, sotto minaccia, a pagare 1.000 euro al mese. Tre persone arrestate.
Secondo le indagini, per ogni furto veniva chiesto alle vittime, soprattutto commercianti e piccoli imprenditori, di
pagare tra 500 e 3.000 euro. A Borgo Molara la gang aveva un deposito dove custodiva i mezzi non ancora restituiti.
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Redazione
dopo l'arresto di 17 persone per mafia ed estorsione
Davanti alle telecamere, in quello che fu il regno dei Tantillo, la diffidenza è molta. Tanti intimano al giornalista di andare via, di non fare domande, o dicono chiaramente che non possono parlare "perché poi ci bruciano la macchina".
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Redazione
La relazione della Dia sulla criminalità organizzata
Ecco le attività economiche che servono a mantenere in vita Cosa Nostra. Dal pizzo alla droga, dalla cassette di frutta ai furti d'auto. Cosa nostra ha bisogno di soldi e non tralascia nulla.
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Ignazio Marchese
francesco la barbera è stato arrestato nell'ambito dell'operazione "apocalisse 2"
Il Tribunale ha accolto la richiesta di misura cautelare dalla procura per la sua "continuità di rapporti con esponenti apicali di Cosa nostra, nonché della possibilità di reiterazione dei reati".
Lavorava al comune di Valguarnera ma nel tempo libero avrebbe chiesto una tangente da 200 mila euro come protezione ad un imprenditore. Arrestata mentre incassava una rata al centro commerciale Dittaino
Secondo gli investigatori il gruppo, oltre a imporre il pizzo a commercianti e imprenditori, grazie alle intimidazioni e ai danneggiamenti avrebbe permesso ad alcuni degli arrestati di operare senza concorrenza a Leonforte e Agira.
Chiusa Sclafani, Palazzo Adriano e la stessa Corleone si ribellano al pizzo. Lo confermano i carabinieri. Il circuito produttivo isola sempre di più la mafia anche nei piccoli centri