Gridando più volte “Allah Akbar”, un giovane maghrebino ha sfondato la porta d’ingresso della chiesa e del convento Cuore di Gesù, nel centro storico di Mazara del Vallo (Trapani), mettendo a soqquadro alcune stanze al primo piano, dove in quel momento non c’era nessuno, perché le suore stavano pranzando nel refettorio.

A dare l’allarme, facendo intervenire carabinieri e polizia, è stato un uomo che abita di fronte al convento e che ha visto il giovane, intorno ai 25 anni d’età, sfondare la porta.

Dopo avere gettato nell’atrio del convento una valigia e carte, facendole volare da una finestra dei locali al primo piano, dove vivono le suore, il nordafricano si è nascosto.

Ma le forze dell’ordine lo hanno trovato e fermato, portandolo via. Era seminudo e pare in stato di ebbrezza, probabilmente da alcool. Le religiose, nel frattempo, spaventate, sono accorse dopo avere udito il trambusto.

Un fatto analogo si era verificato nel giugno di due anni fa a Palermo.
Un giovane è entrato in un bar in via Cavour e ha inneggiato all’Isis e ad Allah.
Sono intervenute circa dieci volanti dopo la segnalazione fatta al 113 dal personale dell’attività: “Venite, c’è un pazzo che parla di attentati”.
La presenza del giovane, un ventenne palermitano, ha subito attirato l’attenzione degli impiegati ai quali l’uomo si è rivolto con frasi confuse, tirando in ballo l’Islam e paventando l’ipotesi di un prossimo attentato.
A preoccupare il personale anche lo zainetto che il ragazzo portava sulle spalle e una penna che stringeva tra le mani.
Mentre il giovane in stato confusionale urlava però, qualcuno aveva già chiamato la polizia che è intervenuta nel giro di pochi secondi. Gli agenti sono entrati nella caffetteria, hanno circondato il giovane per evitarne la fuga per poi tentare un dialogo con il sedicente attentatore e chiarire quali fossero le sue reali intenzioni.

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