Due colpi di fucile sparati in pieno giorno, il 13 agosto, in via Von Platen, bastano a squarciare l’immagine da cartolina che Siracusa vende ai turisti in cerca di un giro in ape calessino. Un uomo e suo figlio, a bordo del mezzo simbolo del turismo “slow” di Ortigia, sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco esplosi da un aggressore in sella a uno scooter. La Squadra Mobile ha ricostruito l’episodio grazie a telecamere e testimonianze, arrivando in pochi giorni al fermo di un 32enne siracusano, poi costituitosi spontaneamente in carcere. Nella vicenda rientra anche il ritrovamento di un fucile a canne mozze nascosto in un terreno adiacente a un supermercato. È proprio questo episodio, e non un’iniziativa isolata delle istituzioni, ad aver riacceso i fari su un settore che da anni convive con ombre che nulla hanno a che fare con il turismo.
Il precedente: quando il pizzo saliva sull’ape
Non è la prima volta che il mondo degli ape calessini finisce sotto i riflettori per motivi estranei al turismo. Un anno fa BlogSicilia aveva raccontato di un’inchiesta della Procura antimafia di Catania che aveva portato a quattro arresti per estorsione ai danni proprio dei conducenti di ape calessino a Ortigia, tra pizzo, rapine e violenze. Un fenomeno che, secondo quanto ricostruito allora dagli inquirenti, mostrava come il business del trasporto turistico su ape fosse diventato terreno di interesse per ambienti vicini alla criminalità organizzata. La sparatoria di via Von Platen si inserisce in questo solco, anche se sui reali moventi dell’agguato le indagini restano in corso.
Il giro d’affari che fa gola
Il motivo per cui un mestiere nato come folklore locale possa attirare appetiti più ampi di quelli di un semplice conducente-imprenditore sta nei numeri. Le tariffe locali più trasparenti, quelle esposte dagli operatori di Ortigia, oscillano tra i 40 euro per un giro di mezz’ora e i 180 euro per un tour di tre ore con tappa al Parco archeologico. Sono le piattaforme internazionali a mostrare il potenziale reale del mercato: su Expedia un tour privato di Siracusa e Ortigia viene proposto a quasi 187 dollari a persona, mentre altri pacchetti arrivano a superare i 340 euro per un piccolo gruppo. Cifre che, moltiplicate per un’estate di alta stagione, aiutano a capire l’interesse suscitato dal settore. Va detto per onestà che non esistono dati pubblici sugli incassi netti dei singoli operatori: quelle citate sono tariffe di listino, non bilanci. Ed è proprio l’opacità sui guadagni reali, come dimostrano anche i controlli più recenti, a rendere il terreno fertile per chi vuole imporre il proprio controllo su piazzole, orari e clientela.
Le regole del gioco
Sul piano formale, l’attività non è affatto libera. A Ortigia i tour sono regolati da licenze comunali, con percorsi e aree di sosta stabiliti dal Comune. Nel 2024 le licenze complessive erano fissate a 60, di cui 20 per ape calessino e 40 per velocipedi, con obbligo di rispettare itinerari prestabiliti nei mesi di punta. Per ottenere l’autorizzazione servono requisiti di onorabilità, iscrizione alla Camera di Commercio, titolo abilitativo alla guida e assicurazione. Ad agostom secondo quanto riportato dal Comune di Siracusa era stata annunciata una stretta con tariffari esposti obbligatori, stalli autorizzati in numero definito e possibilità di sospensione o revoca delle licenze per chi sgarra.
I controlli del 29 agosto: cosa hanno trovato le forze dell’ordine
Alla sparatoria di via Von Platen ha fatto seguito una risposta concreta delle istituzioni. Su disposizione della Prefetta Chiara Armenia, il Questore Fusco ha coordinato un servizio interforze straordinario che sabato 29 agosto ha messo in campo Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale in tutta l’isola di Ortigia. Il bilancio: 30 persone identificate, 22 ape calessini e 6 velocipedi controllati. Sono state sanzionate un’occupazione abusiva di suolo pubblico legata a cartelloni e bancarelle, tre revisioni periodiche scadute e una circolazione in area pedonale.
La stretta fiscale
Ma è sul fronte fiscale che i controlli hanno restituito il quadro più utile per capire dove si annidi davvero il problema: la Guardia di Finanza ha rilevato un mezzo privo di misuratore fiscale, un altro con registratore di cassa senza revisione, due violazioni per il mancato collegamento tra misuratore e POS e quattro per mancata trasmissione degli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.
Lavoro nero
Su due ape calessini, inoltre, alla guida sono stati trovati soggetti privi di contratto, di fatto lavoratori in nero al posto dei titolari della licenza. Le irregolarità fiscali confermano proprio quel margine di opacità sui guadagni reali che rende il settore attraente per chi vuole entrarci con logiche diverse da quelle imprenditoriali. Il Comune e la Prefettura hanno annunciato che i controlli proseguiranno nelle prossime settimane.
Il conto della gestione onesta
Chi lavora regolarmente con l’ape calessino, va detto, non naviga nell’oro. La manutenzione di un mezzo usato in modo intensivo per tutta la stagione turistica non è una voce trascurabile: tra tagliandi, ricambi, pneumatici e interventi di carrozzeria, riviste di settore stimano una spesa che va da 1.200-1.800 euro l’anno in uno scenario prudente fino a 4.000-6.500 euro nei casi di uso più intenso, senza contare gli interventi straordinari come la verniciatura. Una voce di costo strutturale, non episodica, che si somma ai canoni per licenza e assicurazione, e che rende ancora più stridente il confronto con chi, come emerso dai controlli, prova a evadere il fisco.
L’allarme della commissione antimafia
È in questo equilibrio fragile tra regole, costi e margini potenzialmente alti che si inserisce l’allarme lanciato più volte dal presidente della Commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici. Nella sua visita a Siracusa aveva parlato di una mafia che non spara più con la frequenza di un tempo ma si infiltra nel tessuto economico, definendo la bassa conflittualità sul territorio un sintomo di affari d’oro per la criminalità organizzata, con il turismo tra i settori più esposti insieme alla ristorazione. Un quadro che la sparatoria di via Von Platen, unita alle irregolarità fiscali appena scoperte, riporta bruscamente all’attualità: resta da capire se i controlli annunciati per le prossime settimane basteranno a bonificare un settore che, tra folklore turistico e interessi non sempre limpidi, continua a essere osservato con attenzione.






Commenta con Facebook