Angelo Incardona, il quarantaquattrenne reo confesso dell’omicidio dell’imprenditore Calogero Saito, 65 anni, freddato mentre era sulla sua auto, a Palma di Montechiaro nell’Agrigentino, e del tentato omicidio dei suoi genitori, resta in carcere.

Il giudice ha accolto richiesta del Pm

Il giudice Alessandro Quattrocchi, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Barbara Cifalinó, ha convalidato l’arresto effettuato dai carabinieri dopo che Incardona si è costituito al comando provinciale dell’Arma di Agrigento ed ha disposto la custodia cautelare in carcere dell’indagato.

Incardona si è avvalso della facoltà di non rispondere

Nelle scorse ore, Angelo Incardona, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’indagato è rimasto in silenzio davanti al giudice Alessandro Quattrocchi.

L’omicidio è avvenuto giovedì pomeriggio in piazza Provenzani, a pochi passi dal palazzo Ducale. Prima di uccidere Saito, Incardona è andato a casa dei genitori della vittima sparando a entrambi e ferendoli in maniera non grave. Poi ha preso l’auto ed è andato insieme alla moglie al comando provinciale dei carabinieri di Agrigento per costituirsi.

Tante incongruenze

Sono tante le incongruenze su cui la Procura dovrà fare chiarezza. Intanto l’autopsia, che sarà eseguita dal medico legale Cataldo Raffino, inizialmente in programma per oggi, è slittata a mercoledì, 16 febbraio. I familiari di Saito hanno nominato come difensore l’avvocato Calogero Meli.

Rimane il giallo del movente

Di sicuro sino ad oggi resta ancora un giallo il movente questo omicidio. Gli inquirenti non sono convinti delle parole dello stesso reo confesso che ha parlato di vecchi regolamenti di conti per faide interne alla mafia locale. Ecco perché quel che trapela dalla Procura di Agrigento è che si sta scavando a fondo nella vita privata di Incardona, considerato da tempo una testa calda dagli inquirenti.