“E’ chiaro che le misure di sospensione delle manifestazioni pubbliche sono state adottate lì dove si sono verificati casi conclamati di contagio. Noi al momento non riteniamo vi siano i presupposti per dovere adottare questo provvedimento soprattutto per le manifestazioni all’esterno”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a conclusione, a Catania, di un incontro operativo sul Coronavirus, durante una conferenza stampa.

Il governatore siciliano ha però rivolto “un appello ai cittadini per prestare attenzione alle condizioni igieniche personali e dei luoghi pubblici che si frequentano”.

Al vertice al Palazzo della Regione di Catania, convocato per fare il punto sull‘emergenza coronavirus in Sicilia erano presenti, tra gli altri, oltre all’assessore alla Salute Ruggero Razza, i dirigenti generali dei dipartimenti dell’assessorato Mario La Rocca e Letizia Di Liberti, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti e il presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando.

All’incontro tecnico hanno partecipato il dirigente del servizio Emergenza-urgenza del dipartimento regionale Pianificazione strategica Franco Muscarella; il dirigente del servizio Epidemiologia del dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico Salvatore Scondotto; il dirigente del servizio Prevenzione, Mario Palermo; il responsabile dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera della Sicilia, Claudio Pulvirenti; il direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni (quale coordinatore del Bacino Sicilia occidentale); il direttore dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro, Salvatore Giuffrida (quale coordinatore del Bacino Sicilia orientale); il comandante del Nas di Catania, Salvatore Calabrese.

“Chiederò al governo nazionale di potenziare le attività di controllo sui passeggeri in arrivo in Sicilia, negli aeroporti, nei porti, nella stazione ferroviaria e nel terminal bus dello Stretto. Le misure fin qui adottate presentano gravi carenze che lasciano alquanto perplessi ” ha aggiunto Musumeci. Il governatore ha annunciato che domattina parteciperà al vertice convocato a Roma dal premier Giuseppe Conte, aperto a tutti i presidenti delle Regioni. Al tavolo nazionale, Musumeci porrà anche il tema del danno economico che le imprese siciliane stanno subendo in questi giorni, raccogliendo l’appello lanciato in tal senso dalle organizzazioni di categoria.

“Con il presidente dell’Anci-Sicilia, Leoluca Orlando, abbiamo concordato di fornire a tutti i sindaci dell’Isola le necessarie indicazioni, subito dopo il confronto di domani con il governo nazionale. Al tempo stesso, ritengo necessario un confronto con i prefetti dell’Isola, che penso di incontrare nelle prossime ore. Quanto ad eventuali arrivi di navi con migranti sulle coste siciliane, appare indispensabile – ha precisato il governatore – che l’obbligatorio periodo di quarantena venga effettuato a bordo, con tutti i necessari controlli sanitari approntati dalle autorità competenti”.

Forte il pressing sul tema da parte delle associazioni sindacali e datoriali. Queste ultime hanno inviato una lettera al Governatore in cui auspicano “un’azione di sinergia e di stretto coordinamento con tutti gli attori sociali ed economici del territorio.
A tal fine le scriventi associazioni chiedono l’immediata convocazione di un incontro per valutare con la massima attenzione la situazione di contesto e gli eventuali provvedimenti da adottare”.

“Le aziende ospedaliere si occupino, come previsto dal contratto, della igienizzazione delle divise del personale, evitando che le stesse vengano portate a casa dai lavoratori”. Lo afferma Enzo Munafò, segretario provinciale della Fials Palermo. “Analogamente – prosegue – deve avvenire presso tutte le strutture sanitarie convenzionate, quale che sia il CCNL applicato. È indispensabile evitare ogni e qualsiasi veicolo di infezione che si sposti dai centri sanitari verso le famiglie del personale che opera in sanità. Occorre una circolare dell’Assessorato che, nel chiarire questo aspetto, obblighi nelle amministrazioni pubbliche e private i dipendenti a lasciare dentro gli ospedali tutto ciò che viene utilizzato per lo svolgimento dei loro compiti all’interno delle strutture sanitarie. È necessario altresì non farci trovare impreparati e stanziare risorse per l’assunzione immediata, a tempo determinato, di personale nei pronto soccorso”.
Enzo Munafò prosegue: “Quanto accaduto in Lombardia deve servire da monito. I sanitari che stanno a contatto con i pazienti rischiano di diventare anche veicolo di contagio. Per questo è necessario che a tutte le aziende ospedaliere, ma anche alle cliniche private associate all’Aiop, venga ribadita l’imprescindibilità che le divise del personale vengano igienizzate dalla struttura presso cui si lavora. Una pratica prevista dal contratto e già seguita da moltissime strutture. Altro impegno fondamentale – prosegue Munafò – è quello di stanziare sin da subito delle risorse per consentire di assumere nuovo personale rapidamente, con le formule le più opportune, incarico a tempo, partite Iva e quant’altro, qualora dovesse determinarsi l’emergenza. Nelle regioni interessate si sta già procedendo in questa direzione. In Sicilia, dove già esiste una carenza di personale cronicizzata, rischiamo davvero di farci trovare impreparati. Non è possibile pensare che nell’anno 2020 al personale dipendente da strutture pubbliche e convenzionate sia consentito di uscire dalla struttura sanitaria con il fagottino sotto il braccio per fare igienizzare la propria divisa a casa. Siamo certi di un immediato intervento imperativo da parte dell’Assessorato nell’ambito della collaborazione che la Fials ha già garantito anche al ministro Speranza a firma del segretario nazionale Giuseppe Carbone”.