• Il presidente della Regione Nello Musumeci “Vogliamo rilanciare il corpo Forestale”
  • “Occorre che ogni stabilimento balneare abbia un piano di sicurezza e dotare i lidi di bocche d’acqua”
  • “Servono strumenti tecnologici”
  • Musumeci dribbla le polemiche “Stiamo lavorando su piano sicurezza e prevenzione”

Il rilancio del corpo Forestale, il reperimento di nuovi strumenti tecnologi ma anche accorgimenti come dotare i lidi balneari di bocche d’acqua. Questo ed altro per affrontare l’emergenza incendi che prepotentemente ha colpito la Sicilia nei giorni scorsi.


Tematiche che sono state affrontate al PalaRegione di Catania nel vertice voluto dal presidente della Regione Nello Musumeci con la protezione civile siciliana per fare il punto della situazione e coordinare ulteriori azioni per fronteggiare la situazione che ha avuto anche riscontri tragici.

Musumeci, “Vogliamo rilanciare corpo Forestale”

“L’antincendio in Sicilia per vent’anni è stato un argomento da sindacato, mai serio da affrontare destinando risorse cospicue. Il Corpo forestale era destinato alla morte: su oltre mille dipendenti ne ho trovati 600, poi ridotti a 300. Fortunatamente con il concorso che dovrà essere espletato, se Roma darà l’ok, abbiamo racimolato oltre cento unità. Noi vogliamo che il Corpo forestale non muoia, ma anzi che venga rilanciato”. Lo ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci.

“Servono strumenti tecnologici”

Musumeci, sempre nel corso del vertice con la protezione civile, ha sottolineato: “Contro gli incendi dobbiamo dotarci di strumenti tecnologici. Stiamo già immaginando tre o quattro ipotesi diverse. Tenete conto che l’antincendio in Sicilia per 20 anni è stato soltanto un argomento da sindacato, mai un argomento serio da affrontare destinando risorse cospicue”.

La sicurezza negli stabilimenti balneari

Tra i temi focali affrontati al PalaRegione del capoluogo etneo, quello sulla sicurezza negli stabilimenti balneari. Così Musumeci: “La sicurezza negli stabilimenti balneari va affrontata partendo dall’esperienza vissuta due anni fa e alcuni giorni addietro alla Plaia di Catania. Riteniamo di estendere alcune misure concordate anche con la Prefettura ai lidi nel resto dell’Isola, ma soprattutto in quelli che ricadono nelle aree fortemente urbanizzate o per quegli stabilimenti che sono serviti solo da una sola e unica arteria stradale che in caso di emergenza diventerebbe inaccessibile. Sono scenari che per fortuna non si sono mai verificati in Sicilia, ma che con una buona politica di previsione e prevenzione deve immaginare ogni possibile ipotesi”.

“Dotare i lidi di bocche d’acqua”

“Occorrono bocche d’acqua all’interno di ogni stabilimento balneare. Negli stabilimenti balneari dove c’è un forte carico di materiale infiammabile ed essenzialmente legno è assurdo che una autobotte dei Vigili del fuoco debba aspettare, esaurita l’acqua, che arrivi l’altra autobotte”. Ha sottolineato Musumeci.

“Piano di sicurezza per ogni stabilimento”

Che ha ribadito: “Occorre che ogni stabilimento balneare abbia un piano di sicurezza e occorre verificare se diventa essenziale l’area dei parcheggi delle vetture dei veicoli perché più macchine insieme determinano un problema della prevenzione degli incendi. Eventuali spese potrebbero essere sostenute in concorso con la regione siciliana per non aggravare ulteriormente i gestori ma crediamo che queste misure siano soprattutto a tutela dei clienti e dei gestori”.

Contro le polemiche “A lavoro per sicurezza”

Il presidente della Regione ha anche dribblato le polemiche: “Non è il momento”. Ed ha continuato: “Concordo perfettamente con il capo della Protezione civile Curcio, l’autocobustione come origine degli incendi mi pare assai rara. L’alta temperatura aiuta a sviluppare i roghi perché si surriscalda il materiale particolarmente infiammabili. Regione, Comune, Provincia e protezione civile stiamo lavorando per un piano si sicurezza e di prevenzione. Non è il momento delle polemiche”.

Sulle ipotesi dolo, la Regione opera a 360°

Il governatore della Sicilia ha continuato parlando dell’ipotesi dolosa dei roghi: “Dobbiamo operare a 360 gradi. Accanto alle ipotesi dolose dobbiamo aggiungere la temperatura a 45 gradi e un leggero venticello che è quello che basta per far divampare gli incendi”.

“Risponderò a sciacalli politici”

“Risponderemo anche ai sindacalisti che fanno politica e risponderemo anche agli sciacalli politici. In questo momento il tema è lavorare per contenere i danni. Consentitemi una sola parola. La prevenzione la Regione la fa nelle aree boschive. Ecco, le aree boschive in questi incendi sono interessate solo al 25%. Ci siamo capiti”. Così Musumeci in un passaggio.

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