Treni e banchine stracolmi, utenti esausti. Un problema che denunciamo da anni, sempre inascoltati. E con l’apertura delle nuove stazioni dell’anello andrà peggio.
La fotografia scattata sul treno diretto verso l’aeroporto Falcone Borsellino intorno alle 18.30, all’altezza della stazione Notarbartolo, racconta più di molte statistiche. Vagoni stracolmi, passeggeri in piedi, spazi insufficienti e volti tesi. E, ci riferiscono, utenti in bicicletta respinti perchè gli stalli presenti nelle carrozze sono occupati da… altri utenti e relativi bagagli!
Solita storia, solito affollamento, ogni giorno che Dio manda in terra, non soltanto nell’ora di punta. E continuiamo pure a chiamarlo servizio metropolitano.
Noi di Sicilia in Progress denunciamo questa situazione da anni, attraverso articoli, studi e numerosi filmati pubblicati anche sul canale Youtube IN PROGRESS. E da anni veniamo palesemente ignorati, anche se le nostre proposte sono supportate da rilevamenti sul campo e dalle conseguenti analisi, supportate da modelli matematici.
Lo studio del 2019: le proposte rimaste sulla carta
Nel 2019 il nostro amministratore, ing. Roberto Di Maria, ricercatore dei sistemi di trasporto, elaborò uno studio sul Passante ferroviario di Palermo, successivamente pubblicato nel marzo 2020 sulla rivista Tecnica Professionale. L’analisi non si limitava a descrivere l’infrastruttura: attraverso simulazioni informatiche basate sui rilevamenti effettuati sul campo (i viaggiatori in salita e discesa dai treni venivano contati uno ad uno, su decine di corse) individuava gli interventi necessari perché il Passante potesse realmente funzionare come una ferrovia metropolitana. Uno studio messo a disposizione, a titolo completamente gratuito, dei decisori.
Risultato? Lo studio venne palesemente ignorato da chi doveva prendere le opportune decisioni. Le conseguenze, sono quelle che vedete nella foto di ieri, ma che abbiamo testimoniato già allora, più di sei anni fa.
Tra le proposte c’erano innanzitutto l’incremento delle frequenze, soprattutto nella tratta urbana e metropolitana compresa tra Bagheria e Isola delle Femmine, la fermata sistematica dei convogli in tutte le stazioni ed un allestimento interno dei treni adatto a un servizio metropolitano, con maggiore spazio per i passeggeri in piedi, accessi più rapidi e una disposizione interna coerente con spostamenti brevi e frequenti.
Erano indicazioni formulate quando c’era ancora tutto il tempo per impostare diversamente il servizio.
Offerta insufficiente e treni inadatti
Il 6 ottobre 2024 tornammo (per l’ennesima volta) sul tema con un articolo dal titolo eloquente: “Passante di Palermo, si può continuare così?”. Già allora descrivevamo una linea gestita con un treno ogni mezz’ora, convogli inadatti, stazioni non servite e banchine di Notarbartolo affollate anche fuori dall’ora di punta.
Eppure il Passante è una delle infrastrutture ferroviarie più importanti realizzate a Palermo negli ultimi decenni, pensato proprio per un servizio di tipo metropolitano. Tuttavia, è inutile disporre di una linea ferroviaria che attraversa la città e dispone di 25 fermate, se poi non ci metti i treni. Organizzando, quindi, un’offerta coerente con la domanda. Che non lo sia lo prova, da anni, l’arrivo dei treni già saturi a Notarbartolo. E ciò vale anche per chi non ha voluto leggere il citato studio del 2019, che lo preannunciava con tanto di diagrammi e schemi (vedi immagine riportata sopra).
Anche la configurazione dei convogli conta. Un treno destinato a un servizio metropolitano non dovrebbe essere organizzato come un normale regionale con prevalenza di posti a sedere, quando nelle ore di punta occorre soprattutto aumentare la capacità e facilitare salita e discesa. Peraltro, cambiare la disposizione interna di sedili ed aree libere non è certo una novità, e lo si è fatto, in altre situazioni analoghe, proprio sugli stessi convogli utilizzati a Palermo da Trenitalia.
E con l’Anello cosa succederà?
Come sapete, fra pochi giorni l’Anello ferroviario raggiungerà il centro di Palermo, con la tratta che comprende le fermate Porto e Politeama.
La linea, a nostro avviso impostata su una scelta progettuale errata (chi vuole, può andarsi a rileggere QUESTO ARTICOLO del 2023), raccoglie una domanda ben delimitata, proprio perchè ruota sostanzialmente su sè stessa in un’area urbana molto circoscritta. Un sistema “chiuso” che può avere un senso soltanto grazie allo sbocco sul passante, situato a Notarbartolo. Qui l’interscambio consentirà ai passeggeri provenienti da Politeama, Porto e dalle altre fermate dell’Anello di raggiungere le destinazioni della periferia e dell’area metropolitana, oltre ai poli attrattivi dell’aeroporto e della stazione centrale.
Cosa succederà, quindi, sul passante ferroviario, con treni e banchine già affollati all’inverosimile? Con l’offerta attuale, il cui incremento non è neanche ipotizzato dalla regione siciliana (ente competente per tutti i servizi di trasporto pubblico locale) è fin troppo facile prevedere il collasso dell’intero sistema.
Prima dell’apertura dell’Anello servirebbe quindi un potenziamento reale del servizio sul Passante, a partire dalle frequenze e dalla capacità dei convogli. Altrimenti si rischia di aprire una nuova infrastruttura senza aver adeguato quella sulla quale la maggior parte dei suoi utenti sarà costretta a riversarsi.
Regione Siciliana, Trenitalia e Comune di Palermo hanno competenze differenti e responsabilità diverse, ma se non attueranno i provvedimenti che abbiamo suggerito oltre sei anni fa, il risultato per il passeggero sarà uno solo: salire su un treno sovraffollato e sperare di trovare abbastanza spazio per arrivare a destinazione. Non è una condizione da Paese civile e non può essere accettato da cittadini che hanno la necessità di raggiungere il posto di lavoro o di studio. Facendolo, peraltro, con il mezzo più sostenibile che esiste: il treno.
A Palermo, città da record mondiale per traffico autoveicolare, questi cittadini andrebbero ringraziati ed agevolati in ogni modo. Invece, ancora oggi, dopo anni di disagi, continuano ad essere ignorati e maltrattati, potendo contare su una ferrovia che è “metropolitana” soltanto nel nome.
Luogo: PALERMO, PALERMO, PALERMO, SICILIA
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