E’ da oltre un decennio una delle aree più degradate di Gallodoro. Su contrada Leandro, nella porzione nord-orientale del centro abitato, la violenta alluvione che devastò il Messinese nell’ottobre del 2009 lasciò infatti profonde ferite.

A essere compromessa seriamente la stabilità di un intero costone di roccia, che sovrasta una serie di fabbricati. Nell’incessante operazione di messa in sicurezza portata avanti per chiudere definitivamente quella tragica pagina di devastazione, l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ha concentrato la propria attenzione anche su questa fetta di territorio.

La Struttura commissariale che opera sotto la direzione di Maurizio Croce, dopo avere espletato le procedure di gara, ha affidato le indagini tecniche e la progettazione dei lavori di consolidamento a un team di professionisti. Spetterà a loro pianificare l’intervento che servirà a mettere definitivamente al riparo gli abitanti della zona dal pericolo di crolli, sempre incombente a ogni pioggia di forte intensità. Per i lavori è stato stanziato quasi un milione di euro.

Tre giorni fa, sempre in tema di lotta al dissesto idrogeologico, la Regione ha dato notizia della messa in sicurezza del torrente San Filippo a Messina.
E’ stata infatti pubblicata la gara per affidare indagini tecniche e progettazione esecutiva dell’intervento di pulizia, risagomatura e modellamento dell‘alveo del torrente San Filippo.
Si tratta di un lungo tracciato che nel Piano di assetto idrogeologico presenta scenari di rischio che vanno da R4 a P3, e che attraversa alcuni popolosi villaggi – San Filippo Superiore e Inferiore, Santa Lucia, Contessa, Unrra – per poi sfociare sul litorale jonico. In passato, a causa di persistenti precipitazioni, è esondato provocando pesanti disagi e rischi per la cittadinanza: colpa di un ammasso enorme di detriti che si sono depositati nel tempo sul suo letto e che, nei periodi in cui è asciutto, ne danno un’immagine di forte degrado.
A ciò, naturalmente si aggiunge, il potenziale pericolo di straripamenti incontrollabili nel caso di alluvioni particolarmente intense.
Starà, dunque, ai tecnici che si aggiudicheranno la gara, alla quale sarà possibile partecipare entro il prossimo 4 agosto, individuare le soluzioni più idonee per mettere definitivamente il torrente in sicurezza. Il tratto sul quale si dovrà intervenire, il più disastrato, è lungo oltre quattro chilometri e necessita della rimozione del materiale solido che contiene, della realizzazione di briglie che ne regolino le pendenze, di nuovi muri d’argine.
Il fondamentale lavoro che sarà eseguito sull’alveo, servirà inoltre a eliminare varchi, ostruzioni e strozzature per mettere al riparo anche l’imbocco autostradale di Messina – San Filippo.