Proprio nel cuore di questo maxi-vertice, la Sicilia ha voluto far sentire con forza la propria voce su uno dei temi più caldi dell’economia isolana: l’agricoltura. Su iniziativa dell’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, promotore dell’evento nell’Isola, i vertici delle principali organizzazioni di categoria siciliane hanno incontrato faccia a faccia il nuovo commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen.
Von der Leyen: “Le paure dei siciliani coincidono con quelle dell’Europa”
A legittimare la centralità del dibattito e a raccogliere direttamente le istanze del territorio è stata la stessa presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, giunta sull’Isola per la seconda volta. Intervenendo davanti alla platea dei deputati del PPE, la leader europea ha voluto lanciare un messaggio di forte vicinanza alla comunità locale, sottolineando come le storiche piaghe e le preoccupazioni di chi vive e lavora in Sicilia siano in realtà battaglie comuni a tutto il continente. “Se oggi chiediamo ai siciliani quali siano le loro preoccupazioni, scopriamo che coincidono con quelle dell’Europa”, ha scandito von der Leyen, richiamando esplicitamente le emergenze climatiche ed economiche che stanno piegando il territorio: dagli incendi devastanti alla siccità cronica che distrugge i raccolti, fino ai nodi cruciali del lavoro e dell’energia.
Un documento in 5 punti per salvare i campi siciliani
Ed è proprio sulla scia di questa dichiarata convergenza d’intenti che si è inserito il tavolo tecnico con il commissario Hansen. All’incontro, a cui ha preso parte anche l’ex eurodeputato Giovanni La Via (già presidente della Commissione Ambiente a Bruxelles), i presidenti regionali delle sigle agricole – Graziano Scardino (Cia), Francesco Ferreri (Coldiretti), Rosario Marchese Ragona (Confagricoltura) e Natale Mascellino (Copagri) – hanno consegnato un dossier strategico articolato in cinque precise priorità:
- Bilancio solido per programmare: La richiesta di risorse finanziarie certe e stabili per dare alle imprese agricole la serenità necessaria a pianificare investimenti a lungo termine.
- Tutela dei redditi nel Mezzogiorno: Una nuova Politica Agricola Comune (PAC) che sappia valorizzare le colture d’eccellenza del Sud Italia – dall’ortofrutta all’olivicoltura, fino alla vitivinicoltura – senza dimenticare le piccole aziende familiari.
- Piano per l’emergenza idrica: Investimenti urgenti per l’efficientamento dell’irrigazione, la gestione e il riutilizzo delle acque e la tutela di un suolo sempre più esposto ai cambiamenti climatici.
- Il ruolo centrale delle Regioni: Una governance della PAC che eviti la centralizzazione. Le Regioni devono poter co-programmare i Piani di partenariato per scongiurare frammentazioni e disparità di trattamento tra gli agricoltori europei.
- Competitività e reciprocità commerciale: Semplificazione burocratica, incentivi al ricambio generazionale e, soprattutto, regole eque sui mercati internazionali. I prodotti importati da paesi extra-UE devono sottostare agli stessi rigidi standard imposti ai produttori europei.
“Nessun favore, chiediamo parità sui mercati internazionali”
“Non chiediamo trattamenti di favore” hanno evidenziato a margine dell’incontro Marco Falcone e Giovanni La Via, “ma una politica agricola realmente condivisa ed efficace, capace di riconoscere le differenze territoriali e di accompagnare le imprese nelle trasformazioni in corso. La transizione ambientale deve essere sostenuta da investimenti e strumenti concreti, mentre gli agricoltori d’Europa e del Sud devono poter competere sul mercato senza subire svantaggi rispetto alla concorrenza extra-Ue”.
Il faccia a faccia con Hansen e le rassicurazioni della von der Leyen si inseriscono in un quadro di dibattiti più ampi che, in queste giornate siciliane, vedono il PPE confrontarsi sui temi caldi della seconda metà della legislatura: dal controllo delle frontiere alla difesa comune, fino alla riduzione della burocrazia per rilanciare la centralità geopolitica ed economica del Mediterraneo.






Commenta con Facebook