La Finanziaria regionale è in aula da martedì. E’ il momento dello sforzo nel tentativo, che si spera non vano, di far quadrare conti che però non tornano. Anche questa volta la coperta è troppo corta.

“Non ci sono riserve, non c’è più niente” ha detto l’assessore Baccei ricordando ai deputati che è inutile proporre centinaia di emendamenti che aumentano le spese mentre non si sa da dove prendere i soldi.

Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare da fondi statali ed europei. Mentre sono sono due i miliardi in bilancio che serviranno a pagare stipendi, pensioni, forestali, Pip.

La Sicilia otterrà 500 milioni di aiuti solo a fronte di tagli per 450 milioni. E’ il compromesso che Baccei ha faticosamente raggiunto a Roma e che da molti deputati viene definito come un vero e proprio ricatto.

“Il governo nazionale punta il coltello alla gola della Sicilia” attacca Riccardo Savona di Forza Italia. E l’autonomista Toti Lombardo aggiunge: “Non è accettabile che lo Stato ci toglie le risorse e ce le riconcede sotto ricatto”. Ma per Baccei l’ obiettivo è uno: “L’ equilibrio dei conti attraverso 2 miliardi in più di entrate da Roma e un miliardo di contenimento della spesa”.

Ottimista anche il presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo che spera che tutto vada a buon fine e che per la prima volta, dopo anni, il bilancio della Regione possa essere in pareggio.

Insomma, tempo di tagli e di spending review. La priorità nella distribuzione degli scarsi fondi disponibili andrà a chi ha veramente bisogno, come i consorzi universitari ed i consorzi di bonifica, che in Sicilia però non funzionano al massimo delle loro potenzialità. Le regioni virtuose arrivano a irrigare il 96 per cento delle superfici agricole, la Sicilia è al 30 per cento con un costo 40 volte superiore a quello dell’ Emilia o del Veneto e con canoni cinque volte più alti di altre regioni.

Ritorna la tassa sugli aerei, tecnicamente chiamata «Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili», in sigla Iresa. La Regione dovrebbe incassarla dalle società aeroportuali che a loro volta batteranno cassa presso le compagnie aeree. Una parte sostanziosa dell’introito andrà ai Comuni.

Arriva in Aula anche una norma che trasforma le «concessioni» per gli impianti di distribuzione di carburanti in «autorizzazione». L’ effetto atteso è un risparmio in termini economici e di efficienza nella gestione delle pratiche.
Viene inoltre istituto alla Regione l’ elenco dei revisori dei conti degli enti locali da cui saranno scelti a sorteggio gli esperti che lavoreranno nei Comuni. Una norma del deputato Giovanni Di Giacinto salva inoltre la Società interporti Siciliani con 500 mila euro.

Infine il presidente dell’ Ars, Giovanni Ardizzone, ribadisce che “i fondi alle associazioni saranno erogati tramite bando. Saranno garantiti solo iniziative culturali direttamente promosse, associazioni culturali, promozione turistica, bonus nascite, consultori e supporto famiglie, scuole di servizio sociale, attrezzature per università, Cus universitari, consorzi universitari, contributi ad aziende agrosilvopastorali, scuole paritarie”.

Ma nella nuova Finanziaria ci sono anche norme che riguardano l’urbanistica. In pratica si potranno costruire alberghi, agriturismi e strutture ricettive in verde agricolo anche a duecento metri da “insediamenti abitativi e opere pubbliche”.
Il divieto di inedificabilità dei 200 metri da case e infrastrutture, porti, strade e autostrade, regolato da una norma del 1978, non esisterà più.

L’altra norma riguarda la sanatoria sui sottotetti, cioè su parti d’immobili non abitabili e che lo potranno diventare aumentando così lo spazio di molte abitazioni.