Una smentita preventiva con tanto di invito ai cronisti a non scrivere una sola riga a proposito delle parole captate durante una intercettazione in cui è stato speso il suo nome. Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, alle 14,30 ha diffuso una nota, attraverso il suo ufficio stampa, con la quale invita i cronisti a fare attenzione su quello che scriveranno alla luce di quanto emerso nel corso di alcune intercettazioni captate dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’operazione “Sorella Sanità” che oggi ha portato all’arresto di una decina di persone.

Lo stralcio dell’intercettazione, tra Fabio Damiani, direttore dell’Asp 9, tra gli arrestati odierni, ed un imprenditore, recita testualmente, dall’ordinanze del gip “Chi c’è dietro questa operazione lo sappiamo solo noi e Gianfranco. Il pupo è… eee… u puparo è Miccichè” dice Manganaro “a me a prescindere del resto se l’operazione mi deve riuscire è quella lì ok? – continua l’imprenditore – ma siccome siamo in tre a saperlo tu si u quarto che a Trapani dietro… ce l’ha messo Miccichè con un teatrino palermitano”.

Le agenzie ed altri organi di informazione hanno scritto: “I finanzieri hanno ricostruito tramite una serie di intercettazioni in un ufficio in via Principe di Villafranca un incontro tra Ivan Turola Fabio Damiani e Guglielmo Micciché fratello del presidente dell’Ars avvenuto nel bar Spinnato in via Principe di Belmonte”. 

Questa invece la reazione di Miccichè: “Se un solo organo di informazione si permetterà di scrivere che io sono lo sponsor del signor Damiani, tramite mio fratello Guglielmo, che nella sua vita non mi ha mai fatto una telefonata per sponsorizzare né Damiani, né altri, subirà una denuncia penale e civile per risarcimento danni. Mi sono scocciato di sopportare organi di stampa che, leggendo nell’ordinanza del gip il tentativo non riuscito di farsi sponsorizzare da me, scrivono tutto il contrario, affermando che io sarei lo sponsor di Damiani”.
Da qui la forte presa di posizione dell’Unione Cronisti: “Invitiamo l’onorevole Miccichè  – ha sottolineato il presidente dell’Unci Siclia, Leone Zingales – a mantenere i nervi saldi e a non provare ad intimidire i giornalisti. I cronisti oggi hanno fatto, come sempre, il loro mestiere: hanno trovato una notizia e l’hanno pubblicata. Se l’onorevole Miccichè è certo del fatto suo, deve stare sereno e non può intimare ai giornalisti cosa scrivere. Piuttosto denunci chi lo ha tirato in ballo in questa vicenda”.