I 42 ex dipendenti dell’Opera Pia Cardinale di Ruffini di Palermo non sanno più a che santo votarsi dopo il licenziamento e hanno così deciso di chiedere ‘aiuto’ a Santa Rosalia. Non hanno infatti ancora ottenuto quanto gli spetta dopo la fine del loro rapporto lavorativo.

Tramite una nota informano: “Andremo in pellegrinaggio al Santuario a pregare la Santa patrona della città affinché interceda con monsignor Corrado Lorefice per illuminarlo ad un gesto umano e misericordioso ma anche legittimo per pagarci le 18 mensilità ordinate dal Tribunale del Lavoro in data 18 febbraio 2019. Sono trascorsi già quasi 7 mesi dalla sentenza e ancora nulla.
Oltre il danno della perdita del lavoro anche la beffa di non percepire l’indennizzo ordinato dai giudici”.

E ancora: “Ricordiamo al nostro arcivescovo e presidente dell’OPCER che il Consiglio di Amministrazione da lui presieduto ci ha licenziato senza pensarci due volte, senza trovare valide e vere alternative ma con una gran premura di chiudere i Servizi sociali attivi e disfarsi del personale e senza poter percepire l’indennità di disoccupazione, certo un’operazione veramente umana.
Non ci resta che pregare la Santa, ricordando che siamo senza reddito, senza Naspi, senza lavoro e senza possibilità di pensione”.

Ernesto Bellitteri, ex dipendente dichiara: “Rivolgo un appello accorato ai giudici del lavoro, chiedendo umilmente giustizia perché temo che il Consiglio di Amministrazione dell’Ente, dall’alto del suo potere non intenda adempiere al pagamento delle somme spettanti, cercando di svilirci”.

(foto di repertorio)