Sopralluogo tecnico ieri negli stabilimenti ex Fiat-Blutec di Termini Imerese da parte di Smart City Group, il consorzio che ha presentato la manifestazione di interesse per la creazione di un polo tecnologico per l’economia circolare e la mobilità elettrica.

I tecnici del consorzio, accompagnati dai commissari straordinari di Blutec, hanno visitato per l’intero giorno i 42 ettari del complesso industriale e avrebbero riferito che “il sito è in ottima condizioni, tenuto bene”.

Nella manifestazione di interesse, il consorzio mira a garantire in Sicilia il ciclo virtuoso dell’economia del riuso delle materie, attraverso un progetto che prende il nome di Sud (Smart Utility District) – in questo momento sotto la lente di ingrandimento di Invitalia e ministero dello Sviluppo economico – che potrebbe occupare, a regime, tra 700 e 800 lavoratori.

Anche se si è svolto il sopralluogo tecnico, non è scontato che il progetto possa essere accolto. Per cominciare a vedere il traguardo dovranno passare altri giorni.

Il consorzio riunisce 15 aziende di tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia (tra cui Sicilgrassi spa), attive nei settori ambientale e trattamento delle acque, nell’agricoltura, nella produzione di energie rinnovabili, nella green mobility, nell’Ict e nei sistemi di storage.
Una visita dopo l’ultima doccia fredda che ha visto il colosso asiatico Faw scegliere l’Emilia Romagna per il suo primo investimento di oltre un miliardo per la costruzione di auto elettriche. Si tratta di un accordo che permetterà di creare migliaia di posti di lavoro.

Il sindacato ricorda che l’area industriale di Termini Imerese è candidata da circa dieci anni a questa produzione ma sino ad oggi è stata coinvolta solo in iniziative “farlocche”. Da qui l’appello al Governo regionale e al Mise di valorizzare e promuovere questo stabilimento e non destinarlo a “iniziative fasulle”. “Da noi arrivano solo truffatori – dicono Claudio Barone ed Enzo Comella, segretari della Uil Sicilia e della Uilm Palermo – che non creano buona occupazione. Bisogna, quindi, rilanciare la vera cultura industriale stendendo il tappeto rosso a chi decide di investire nella nostra terra, soprattutto nei settori innovativi”. Intanto su Blutec, Fiom, Fim e Uilm nazionali e territoriali hanno chiesto questa mattina un incontro urgente al ministero dello sviluppo economico con la presenza della Regione.

Nelle scorse settimane i commissari straordinari di Blutec hanno pubblicato una manifestazione di interesse per la vendita di tutti i complessi aziendali della società, incluso lo stabilimento di Termini Imerese.